A piazza del Popolo chi cercava i figuranti Mediaset ha trovato la gente comune pronta a tornare al voto

Calate un velo pietoso su Mariano Apicella e sulle canzoni da sagra. Provate a ignorare le facce da Jimmy il fenomeno (selezionate con inarrivabile perfidia dai fotografi “comunisti”). Dimenticate pure i soliti volti da Porta a Porta: da Scilipoti alla Mussolini. Diffidate soprattutto di chi ha scritto che il Pdl ha riempito la manifestazione con pensionati ai quali è stata pagata la gita. Ci saranno stati? Forse. Ma la Cgil fa così da anni per le sue manifestazioni senza che nessuno abbia nulla da ridire. Al netto del folkolore, lontano dal palco, nella piazza c’erano i rappresentanti di nove milioni di italiani. Gente comune, uomini e donne che incontri uscendo dalla messa, entrando in un centro commerciale  o salendo sul vagone della metropolitana. Tra le diecimila, ventimila (?) centomila (?) persone, fate voi la cifra, c’era la famosa “gggente” che avrebbe fatto felice Gianfranco Funari. Non immaginate invasati che hanno il poster di Berlusconi in camera da letto. Non le “olgettine”, non il pubblico dei talk show Mediaset, non figuranti. Chi vuole vedere quello, si accomodi. Avrà una risposta alle prossime elezioni. Perché il clima è da campagna elettorale. Come se le elezioni non ci fossero mai state. O si dovessero tenere di nuovo da un momento all’altro.

Tra la folla tante storie non ordinarie: come quella di Laura, romana non vedente, accompagnata dalla madre e dal cane guida, perché «Berlusconi è l’unico che può salvare il nostro Paese». Persone arrivate a Roma, per altri motivi, ma che non sono volute mancare. Come quella di una famiglia giunta da Catania, la signora con tre bottiglie di minerale nella borsa, come se la manifestazione si tenesse nel Sahara racconta: «Siamo venuti per l’Angelus di Papa Francesco. Ma prima non volevamo mancare per manifestare con Silvio». Dicono tutti: “con Silvio”. Non “Per Silvio”, “Con Silvio”. Una preposizione che fa la differenza, come spiega Giovanni, commercialista. Lui gioca in casa, abita poco distante da piazza del Popolo. È arrivato con la moglie e un’altra coppia di amici. «L’ho visto con la mia professione, registrando nell’ultimo anno le tante attività che hanno chiuso. L’economia italiana è crollata da quando c’è Monti al governo. E con Bersani rischiamo il tracollo». Alessandro, piccolo artigiano, è arrivato da Padova assieme a un gruppo di militanti. «Militanti non mi piace. Siamo elettori di centrodestra. Sa perché siamo qua? Quando la Annunziata ha detto che eravamo impresentabili, mi sono detto: allora a Piazza del Popolo ci devo essere anche io».  Anna, agguerrita pensionata di Napoli sventola la bandiera del Pdl: «Ho molte amiche che hanno votato Grillo e che si sono già pentite. Hanno dato il governo alla sinistra. Se si torna al voto, stavolta vinciamo. Gli italiani non si fanno fa’ fessi per due volte di seguito».