A Grillo è sfuggito di mano il Movimento: sta arrivando lo “tsunami”, ma del dissenso

Attacchi dall’esterno al suo blog, fronda interna dei grillini dissidenti che spacca a metà la base del movimento cinque stelle, minandone integrità politica e credibilità elettorale. Non è un buon momento per Beppe Grillo, accerchiato da nemici virtuali che assediano il suo fortino sul web e minacciato dal fuoco amico di eretici dell’ultim’ora che, promossi dalla Rete in parlamento, ora attaccano sin nei gangli connettivali il movimento, il suo manifesto programmatico e le intenzioni integraliste condivise fino a poco fa on line. Un progetto politico scosso al primo banco di prova delle elezioni dei presidenti di Camera e Senato, Boldini e Grasso, votati anche da una parte dei suoi neo eletti e contro cui Grillo in un post sul suo blog ha dichiarato: «Sono la più moderna manifestazione della partitocrazia», in quanto non «democraticamente scelti» con votazioni nei loro gruppi, ma nominati da Bersani. Un attacco simultaneo al segretario democrat e ai disertori provenienti dalle schiere movimentiste, che fotografa la spaccatura che sta minando dalla base l’M5S. Secondo un sondaggio dell’Osservatorio elettorale LaPolis (Università di Urbino) condotto nei giorni scorsi e riportato dal quotidiano La Repubblica, la base dei 5Stelle sarebbe infatti divisa a metà sul sostegno al governo Pd, e proprio mentre Grillo continua a sbattere la porta in faccia al centrosinistra, più che per ribadire il concetto al premier incaricato, per rinfrescare la memoria ai suoi possibili defezionisti. Una diserzione, a detta del sondaggio, a cui sarebbero favorevoli il 54% degli elettori M5S, a fronte dello schieramento dei contrari che si attesterebbe in base all’indagine sul 45%. Una frammentazione riconducibile al melting pot elettorale del Movimento cinque stelle che, fuori dal mero calcolo statistico, lascia intravedere all’orizzonte un serio rischio implosione del movimento stesso. Per questo Grillo, oltre ad esprimere e ribadire a suon di invettive virtuali e diktat autoritari il proprio fermo dissenso a qualunque ipotesi di sostegno governativo, chiama fuori l’M5s da ogni discussione, perché qualunque commistione rischierebbe di lacerare, fino a sfibrarlo, il tessuto del movimento, all’interno e alla base. La parola d’ordine, dunque, è ricompattare i ranghi ed erigere una cortina di no contro i continui appelli di Bersani, e una diga virtuale contro quelli che Grillo ha definito gli «Schizzi di merda digitali» che inondano il suo blog. «Da mesi – si legge in un post a lui riconducibile – orde di trolls, di fake, di multinick scrivono con regolarità dai due ai tremila commenti al giorno. Qualcuno evidentemente li paga per spammare dalla mattina alla sera». E tra attacchi di corpo estranei e patologici funzionamenti interni, per Grillo diventa sempre più difficile evitare contagi nefasti e virus della contaminazione…