Uruguay, la troppa creatività inguaia un manager intraprendente…

Attenzione all’eccesso di creatività, soprattutto nel marketing: potrebbe capitare quello che sta capitando a un manager senza nome di una ditta uruguayana, che per aver troppo osato, sta subendo una serie di contumelie e forse anche il licenziamento. La Ancap è un’azienda statale che produce, tra le altre cose, bevande alcoliche. E, segnatamente, rum. Ora si sa che il rum in America latina è quello che è la birra in Germania e il vino in Italia, più una tradizione culturale che una bevanda. Ma proprio qui è il problema: i bevitori sono affezionati da decenni, se non da generazioni, al “loro” rum, a quello che si è sempre bevuto in famiglia o nel quartiere. Insomma, chi volesse entrare in questo particolare mercato e acquisirvi delle fette, troverebbe la strada sbarrata. Ma il manager dell’Ancap ha proprio questo in mente. Nel novembre scorso ha lanciato sul mercato un nuovo tipo di rum, l’Espinillar Gran Reserva, che peraltro è ottimo: è l’unico rum uruguayano con 20 anni di invecchiamento, e gli esperti  cubani, che per il rum rappresentano la Cassazione, lo hanno giudicato “eccellente”. E allora? Allora non si vende, non circola, non gira… Ecco però che il creativo manager senza nome ha avuto un’idea: con una circolare che avrebbe dovuto rimanere segreta, ha “consigliato” ai propri venditori di comprare in diversi supermercati il loro rum. Il prezzo sarebbe stato rifuso dalla ditta nella busta paga successiva. Certo, al supermercato l’Ancap lo vende a 1,4 dollari, mentre deve restituire 1,7 dollari, ossia il prezzo di vendita al pubblico. La strategia è chiara: far vedere che il prodotto inizia ad andare, che si vende, in modo che il pubblico decida di provarlo per imitazione, sperando poi che ne diventi un affezionato consumatore conquistato dalla qualità del prodotto. Seconda cosa, non meno importante, è rappresentata dal fatto che se un prodotto non si “muove” dagli scaffali dei supermercati, la direzione della distribuzione potrebbe decidere di sospenderlo e di non acquistarlo più. Potrebbe funzionare, o magari ha già funzionato in passato, non lo sappiamo. Ma i guai sono cominciati quando un quotidiano uruguayano, el Observador, ha ottenuto copia della mail di sollecito, e l’ha resa nota. Apriti cielo, i superiori hanno definito un’idiozia l’iniziativa, senza senso, e qualcuno ha pure chiesto il licenziamento per l’incauto manager. Al quale però tutto si può dire, ma non che manchi di spirito di iniziativa…