Tutti parlano dello “scippo storico” di Grillo a Bersani. Ma Piazza San Giovanni era già stata “liberata”

Non gli ha borseggiato solo un cospicuo numero di elettori e non si è limitato nemmeno a travolgerlo con parole durissime per la vicenda del Monte dei Paschi di Siena. Grillo ha scippato a Bersani anche piazza San Giovanni, la intoccabile “piazza rossa”, simbolo delle campagne elettorali della sinistra sin dai tempi del Pci, nonché delle manifestazioni sindacali del Primo Maggio. I Cinquestelle il 22 febbraio saranno proprio lì, a Roma, per chiudere lo “Tsunami Tour”. «Sarà una serata che passerà alla storia», ha scritto Grillo nel suo blog. «I signori del Pd sono arrivati dopo un po’ con calma e, come hanno visto che eravamo primi noi, hanno avuto un leggero mancamento». Sul blog i rappresentanti del M5S Lazio hanno raccontato la trafila per ottenere il fatidico “sì”, raccontando quella che considerano un’impresa: siamo arrivati prima del Pd, quindi abbiamo conquistato il territorio. Tutti i quotidiani online hanno rilanciato la notizia come se fosse il primo scippo della piazza al Pd, una rivoluzione, uno sgarbo, uno schiaffo e via dicendo. A detta di tutti, è la prima volta che succede, non era mai accaduto prima come dimostrano le cronache e persino le canzoni (in primis, Claudio Baglioni nell’ellepì Questo piccolo grande amore, dove mise in contrapposizione due manifestazioni storiche, una a Piazza del Popolo e l’altra, appunto, a piazza San Giovanni). Ma non è così. La stessa Piazza San Giovanni era stata già conquistata dal centrodestra, con la più grande manifestazione che la storia politica italiana ricordi: due milioni di persone, battendo qualsiasi record di presenze. Un numero che Grillo, nonostante l’uso del web  e il populismo dilagante non riuscirà raggiungere. Neppure chiamando a raccolta tutti i navigatori che lo seguono.