Torna il festival (dell’Unità) di Sanremo

Berlusconi ha espresso l’opinione che il festival canoro che avrà inizio  questa settimana nella nota città ligure, sarà “un festival di sinistra”. E via allo scandalo. Scandalo ipocrita, come d’abitudine. Lo scandalo, dovrebbe essere per il fatto che uno spettacolo di grande seguito e proiezione internazionale, con costi astronomici e targato Rai si trasformi in un concertone del Primo Maggio di chiusura di campagna elettorale gestito dai due conduttori più schierati a sinistra che il servizio pubblico potesse andare a scovare. In realtà, se si volesse rispondere polemicamente al Cavaliere, gli si dovrebbe ricordare che l’anno scorso il festival di Sanremo ha dato agli italiani e al mondo uno spettacolo che di diverso da quello che sta per profilarsi avrà solo il fatto che non c’era la campagna elettorale. E non è nemmeno tanto vero, perché a febbraio dell’anno scorso eravamo in piena campagna internazionale di legittimazione di Monti e di “damnatio” di Berlusconi. Ma era ancora – in teoria – la Rai in cui contava di più il centrodestra. Almeno in teoria. Infatti, il festival 2012 è stata la prova più evidente che in Rai il centrodestra non contava nulla nemmeno quando il era al governo. Ricordate il monologo delirante di Celentano costato 700mila euro di denaro dei contribuenti? Una bella immagine dell’Italia all’estero, tra l’altro. E, per carità, almeno l’anno scorso il conduttore era un comunista ma era un ex-cantante, quindi limitato nella sua capacità di fare propaganda elettorale ad ogni commento e ogni battuta, specialità nella quale, bisogna riconoscerlo, Littizzetto eccelle. Su Fabio Fazio-so inutile commentare, la sua faziosità è ormai un marchio di fabbrica, un brand dell’eccellenza italiana. Sarà. insomma, quello che tutti ci aspettiamo, un’altra kermesse del Pd, targata Rai e pagata dai cittadini. Il problema vero è che, se sarà come gli ultimi anni, farà schifo anche dal punto di vista del prodotto musicale, con il sospetto che i vincitori siano scelti col trucco per favorire commercialmente il duopolio Amici/X-factor che ha trasformato tutti i nuovi artisti italiani in polli da batteria. E questa, forse, è la cosa peggiore.