Sinistra e centristi non hanno imparato nemmeno dal “Grande fratello”: loro criminalizzano e gli altri vincono

Non hanno ancora imparato la lezione e probabilmente non la impareranno mai. Da anni si ripete lo stesso schema: più colpisci una persona e più le “regali” la carta della vittoria. Sinistra e centristi sono stati meno furbi dei tanto derisi protagonisti del Grande Fratello: i concorrenti che hanno trionfato nei reality sono stati quelli presi di mira dagli altri coinquilini e hanno brindato grazie all’appoggio del televoto. Perché a tutto c’è un limite e la gente vuole – tanto per citare un famoso concetto di Berlusconi – che l’amore vinca sempre sull’invidia e sull’odio. E in questa campagna elettorale l’invidia e l’odio non sono mancati. Persino ad Amici è spesso accaduto che la più votata è stata l’ugola diventata bersaglio. Le cifre parlano chiaro: per l’intesa Pd-Sel doveva essere una passeggiata e invece è stato come scalare  il tappone dolomitico, per i centristi è stato un calvario, mentre in due hanno festeggiato non appena sono uscite le proiezioni più consolidate: Berlusconi e Grillo. Sono stati i due personaggi più criminalizzati della campagna elettorale, è scoppiato uno scandalo per qualunque cosa abbiano fatto o detto, se parlavano dell’Imu o dell’euro finivano all’inferno, sono partite denunce persino per le lettere inviate agli elettori. Sinistra e centristi non hanno valutato un elemento fondamentale: l’elettore non può essere trattato come un minus habens, bravo se vota per loro, stupido se vota per gli altri. E soprattutto non gradisce che siano gli altri a indicare qual è, di volta in volta, la presunta strega da mettere al rogo. Finisce che spengono il fuoco. E chi l’ha appiccato resta col cerino in mano. Spento.