Scuola: li chiamano contributi volontari, ma se non paghi non ti iscrivono

Polemiche e manifestazioni di protesta non sono bastate, adesso arriva anche l’allarme  del sito Skuola.net che conferma una serie di abusi sui cosiddetti contributi scolastici volontari (una somma superiore ai 100 euro) che, in molti casi, sembrano essere diventati obbligatori. «Se non paghi ti mando l’esattore», si sarebbe sentito dire un genitore, mentre una studentessa  di un liceo di Genova racconta che le è stato caldamente raccomandato di accomodarsi allo sportello, perché in caso contrario «non avrebbe avuto diritto alla pagella» alla fine del quadrimestre. Eppure i presidi sottolineano che in nessun caso quel contributo può diventare obbligatorio e il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo,  conferma che si tratta  di una partecipazione economica  assolutamente volontaria  «che le famiglie possono identificare  in termini di quantità». A suo avviso, quindi, «non esistono problemi particolari». Le famiglie degli studenti, però, non sembrano pensarla allo stesso modo e sempre più numerose  asseriscono che, con varie formule e modalità,  vengono loro richiesti contributi economici per le scuole dei figli, in particolare in questi giorni all’atto dell’iscrizione agli anni successivi. La denuncia di Skuola.net parla di situazioni che arrivano addirittura a minacce nei confronti di chi non ha pagato. Non solo: il mancato versamento renderebbe impossibile la domanda di iscrizione in alcune scuole. Così molti genitori, per evitare problemi, aprirebbero il portafoglio, con buona pace del principio della gratuità dell’istruzione. Il portale rende noto il caso di un alunno dell’IIs Mariano Fortuny di Brescia che, per non aver versato il contributo volontario di 170 euro, avrebbe ricevuto una lettera in cui si legge: «Vi intimiamo il pagamento della suddetta cifra entro 7 giorni dal ricevimento della presente (…) In caso di mancato tempestivo adempimento, si procederà a termini di legge per il recupero coatto della somma dovuta, degli interessi e della rivalutazione monetaria intervenuta…». Altro che gratuità, insomma. Secondo Skuola.it, inoltre, sono oltre un centinaio, quest’anno, le segnalazioni delle famiglie che lamentano il fatto che, senza il pagamento del contributo, la domanda di iscrizione dei figli a scuola non venga essere accettata. Molti così, per non avere problemi, decidono di pagare senza battere ciglio. Le cifre da versare in alcuni casi sono contenute ma si arriva – secondo Skuola.net – anche a punte di 300 euro. Il portale degli studenti porta l’esempio dell’Ipsar Tor Carbone di Roma che avrebbe, tra l’altro, una doppia tariffazione: 240 euro per tutti che diventano 300 per i ripetenti. Il ministro Profumo, insomma, prima di precisare farebbe bene a guardarsi intorno.