Scelta (sempre più) cinica: i montiani tradiscono Albertini per il candidato di Bersani

Il patto scellerato tra Bersani e Monti per vincere in Lombardia non è più un segreto. A renderlo di fatto noto, Ilaria Borletti Buitoni, capolista di Scelta civica alla Camera nella circoscrizione Lombardia 1. A twitter ha affidato la notizia del tradimento del candidato ufficiale del partito, Gabriele Albertini, in favore del candidato del Pd, Umberto Ambrosoli: «Il voto disgiunto è ipotesi utile per la Lombardia». Una presa di posizione che il capolista del Pd al Senato,  Massimo Mucchetti, interpreta come un’apertura ad Ambrosoli anche da parte di persone al di fuori dello schieramento che lo sostiene. Il cambiamento, ha ripetuto il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina, è «uno e uno solo», un appello a quel «60 per cento» di elettori che non vogliono più il centrodestra, che siano sostenitori del Movimento 5 stelle, leghisti delusi o semplicemente indecisi.

Una notizia «incommentabile, è il peggio del peggio della prima Repubblica», cioé che «qualcuno dica votate me e non il mio partito». È il commento di Roberto Maroni, segretario della Lega e candidato a governatore in Lombardia. «Mi piacerebbe vedere la faccia di Albertini», chiede Maroni. Allo stesso Albertini, che aveva sollecitato un faccia a faccia televisivo, Maroni replica sarcastico: «Dovrebbe rispondere a questa domanda: come si sente a essere stato scaricato persino dai suoi?». L’ex sindaco di Milano si arrampica sugli specchi e su Twitter, per negare il ruolo di vittima sacrificale nella trattativa tra la sinistra bersaniana e i centristi: «Monti lo ha detto volendomi capolista al Senato: il vero voto utile è per Albertini». Ma la decisione è fatta. Da Scelta civica a scelta (sempre più) cinica.