Renzi aggredito dai “compagni” a Napoli. Poi sull’Imu dà ragione a Berlusconi: «È giusto restituirla»

Altro che Casapound, quando in strada a manifestare scendono quelli della sinistra antagonista nessuno grida allo scandalo, allo squadrismo, non scattano le denunce e tantomeno le manette. Se n’è accorto anche Matteo Renzi, il candidato alle primarie del Pd sconfitto da Bersani, che a Napoli s’è trovato a fare i conti con un manipolo di esagitati che lo hanno costretto a ripiegare all’interno di un bar per sfuggire all’assalto. Giunto in auto in piazza Trieste e Trento, Renzi aveva cominciato a rispondere alle domande dei giornalisti, quando sono sopraggiunte alcune decine di militanti della sinistra antagonista che hanno aperto uno striscione ed hanno gridato: “Vattene via”. Contemporaneamente all’azione di contestazione del movimento della sinistra antagonista, dal marciapiedi opposto una decina di persone ha iniziato a scandire: “Mariuoli, mariuoli”. Solo a quel punto è intervenuta la polizia, che ha strappato lo striscione ed ha scortato Renzi all’interno del caffé Gambrinus dove a porte chiuse è iniziato l’incontro con la stampa. Gli stessi manifestanti avevano esposto lo striscione anti-voto da un balcone del palazzo del Consiglio comunale, in via Verdi, imbrattando con vernice spray la sede del comitato elettorale del capolista di Scelta civica, in via Cervantes. Dal punto di vista politico, Renzi a Napoli, un po’ a sorpresa, ha dato ragione a Berlusconi sulla restituzione «di una rata dell’Imu». Ma avverte che non si tratta di abbassare solo il carico fiscale, ma di “restituire la speranza e la fiducia agli italiani”. Il sindaco di Firenze in serata ha partecipato ad una manifestazione elettorale al teatro Politeama di Napoli. «La detassazione – ha detto ai giornalisti – non può essere solo un tema da campagna elettorale. Nella mia città io ho abbassato Irpef ed Imu, ma vedo che c’è un governo centrale che le ha alzate e che solo in campagna elettorale annuncia battaglia per abbassarle», ha aggiunto riferendosi a Monti.