Politica e prostituzione: perché puntare l’indice contro l’on. Ceccacci Rubino?

Quello che ha detto Vittorio Feltri a “La Zanzara” lo sanno tutti: secondo lui ci sarebbero almeno dieci mignotte nelle liste del Pdl e, tra loro, anche alcuni uomini. Questo l’elegante modo scelto dall’illustre giornalista, poco tempo fa così vicino a Berlusconi da essere indicato addirittura come probabile candidato premier, per annunciare che lui con il Pdl ha chiuso. In ogni caso Feltri ha introdotto un tema interessante: la prostituzione in politica, assolutamente trasversale agli schieramenti e non certo imputabile al solo genere femminile. Ma l’interpretazione che è stata data della sua battuta ha del tutto ignorato il “succo” dell’argomento. Così nell’ultima puntata di Piazza Pulita l’accusa di Feltri ha fornito lo spunto per un servizio demolitorio contro Fiorella Ceccacci Rubino, l’ex attrice che ha girato un corto senza veli per Tinto Brass e che oggi è candidata all’ottavo posto nella lista Pdl della circoscrizione Lazio 1. L’intrigante domanda che si voleva porre al pubblico era la seguente: forse Feltri ce l’aveva con l’onorevole Ceccacci? L’interessata, intervistata da un’inviata di Corrado Formigli, non è sembrata affatto pentita dei sui trascorsi: «Come ha detto Stefania Sandrelli sono fiera di avere dimostrato di sapere recitare anche con il culo». In studio c’erano Daniela Santanchè e Michela Marzano, la filosofa antiberlusconiana candidata con il Pd. Le due, stranamente, si sono trovate d’accordo su un punto essenziale: liquidare la questione delle donne in politica dividendole tra “disinibite” e “castigate” è una roba molto maschilista. Un pregiudizio di cui la sinistra si dovrebbe liberare. Sia la destra che la sinistra, poi, hanno un altro problema, anch’esso trasversale a tutti i partiti: la selezione della classe dirigente, sia maschile che femminile, che andrebbe fatta bandendo dai “concorrenti” non chi ha lavorato con Tinto Brass ma chi assume atteggiamenti che per analogia rimandano alla prostituzione. In sintesi: il servilismo portato alle estreme conseguenze può creare più danni d’immagine di un filmetto porno soft. Quando sarà finita la campagna elettorale, Formigli potrebbe ripescare il tema. Sicuramente sarebbe più interessante di quello, su cui aleggiava un datato scandalismo, che ha offerto agli spettatori.