Parte il festival anti-Berlusconi. Tutto come previsto

Prendi una campagna elettorale da fine dei tempi, dove tutti si giocano il tutto per tutto. Prendi un leader politico che un anno fa veniva indicato dalle tv del mondo intero come un rais il cui regime ventennale era stato abbattuto dalla furia dei cittadini (paragoni con Mussolini, Mubarak e Gheddafi) e che sconvolge tutti con una ripresa di consensi che lo riporta quasi in vetta. Prendi che bisogna fermarlo a tutti i costi. Prendi che il servizio pubblico è sotto il controllo totale dei suoi avversari techno-comunisti. Prendi i due “comici” più politicizzati esistenti in Italia. Stanzia milioni di denaro pubblico per trasformare il festival canoro in una kermesse elettorale a spese dei cittadini. E allora l’unica cosa che genera stupore sono le contestazioni! E infatti la stampa montian-bersaniana spara subito la teoria del complotto, delle contestazioni organizzate e pilotate. Le contestazioni contro qualcuno del centrodestra, invece (come quelle dei finti precari contro Brunetta quando era ministro), sono sempre “spontaneee”… Risulta insomma sorprendente a qualcuno che dinanzi a uno spettacolo che inizia con una serie di battute su Berlusconi (e solo su di lui), con cori dell’Armata rossa e con un ulteriore show di Crozza contro Berlusconi possa aver destato in qualcuno del pubblico un sincero fastidio. Anzi: Fazio e Littizzetto sono già diventati vittime del tentativo (fascista) di tappare la bocca alla critica! E siccome non si può accusare di censura il governo – perché ci stanno loro – né i media – perché li controllano loro – né la Rai – perché la controllano loro – siamo tornati indietro alla teoria delle trame: due (sic!) squadristi in smoking – prontamente allontanati – si sarebbero introdotti nel teatro per fischiare Crozza e lanciargli insulti (“vai a casa, fascista!”, gli avrebbero urlato…) per impedire le critiche a Berlusconi. Chi ha visto il Festival ha visto un altro spettacolo. Lo spettacolo, purtroppo, che avremo tutti i giorni in Italia se vinceranno Monti e Bersani, con i cori sovietici in Piazza a coprire il fruscio dei soldi che ruberanno agli italiani i banchieri speculatori e i due o tre dissenzienti che avranno il coraggio di contestare esposti al pubblico ludibrio come provocatori e condannati senza processo. Noi di destra ci siamo già passati e purtroppo sappiamo tutto questo a cosa porta.