Mugugni a sinistra per il Bersani “pantofolaio”

E va bene, Pierluigi Bersani è un tipo pragmatico, quello che dice: “Meglio un passerotto in mano che un tacchino sul tetto”. Ma le sue metafore cominciano a suonare, per la sinistra, come sinonimo di una filosofia del “volare basso” che in campagna elettorale di certo non giova, soprattutto se messa a confronto con l’iperattivismo di Silvio Berlusconi o con le folle entusiaste che accorrono ad ascoltare Grillo. Così è piombata l’accusa su Bersani di essere un po’ troppo pantofolaio, complice una crudele vignetta di Ellekappa che compariva giorni fa su Repubblica: “Il Pd è partito con il piede sbagliato”. “Non trovava l’altra pantofola”.  Un’accusa che neanche Nichi Vendola si sente di respingere, ammettendo che nelle accuse di pigrizia al leader Pd c’è del vero: “Sì, ogni tanto mi viene voglia di stimolare, pungolare Bersani, e se non facesse così freddo direi al centrosinistra andiamo a piedi nudi nel parco“. Via le pantofole, dunque, avverte l’alleato di Sel che conferma le critiche sull’apatia del candidato premier del centrosinistra: “Il Pd – prosegue Vendola – per molte settimane è vissuto nella condizione di chi pensa di poter far scivolare la coalizione verso la vittoria, di vincere semplicemente per forza di inerzia. Certo per un uomo serio come Bersani il tema è distinguersi da imbonitori e televenditori…”. Già, ma così facendo è sempre meno visibile e il tasso di entusiasmo nelle sue file si assottiglia sempre più, mentre lui cerca a pantofola giusta…