Mps: la sinistra tenta di mettere il silenziatore politico sulla “banca rossa” salvata dalla bancarotta

Tutto fa brodo pur di non parlare delle responsabilità della sinistra sullo scandalo del Monte Paschi. I tentativi di svicolare, di provere lo scaricabarile, di vestirsi da verginelle sono stati fatti fin dalle prime notizie che trapelavano. Poi il caos e le contraddizioni. “Quello che il Pd doveva perdere in termini elettorali per il caso Mps – ha detto Matteo Renzi, implicitamente ammettendo gli imbarazzi – ormai l’ha perso, io sono più preoccupato per l’amministrazione di Siena”, Ma è Anna Finocchiaro a non voler indietreggiare di un passo: “Bisogna smettere di cercare di coinvolgere il Pd nazionale nella vicenda Mps. Piuttosto, ci si deve interrogare sulla tenuta del nostro paese”. Immediate le repliche: “La Finocchiaro sembra Alice nel paese delle meraviglie. Ma come si fa a dire che il Pd nazionale non è coinvolto nello scandalo del Monte Paschi! Ormai è noto a tutti chi e come da vent’anni a questa parte ha scelto i vertici della Fondazione e quindi della Banca. Resta solo da assegnare nomi precisi a chiare responsabilità”, ha risposto  il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri.  “E stiano certi che solleveremo ogni giorno la questione per sapere la verità su quanto accaduto e per evitare che finisca nel dimenticatoio come tante altre che hanno coinvolto la sinistra”.

“Sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena notiamo un silenzio assordante da parte della
sinistra e del premier Mario Monti che ha salvato la “banca rossa” dalla  ‘bancarotta’, ha detto Ignazio La Russa, fondatore di Fratelli d’Italia. A Siena, ha ricordato a sua volta Altero Matteoli, “facevano a gara per passeggiare a braccetto con Mussari. In Toscana tutti sapevano che c’era un partito che gestiva una banca e una banca che gestiva un partito”