Monti-Vendola, così vicini così lontani. E domani è un altro giorno… di litigi

Ieri, oggi e domani. Il titolo del film di De Sica a episodi si presta ai cambi di scena e d’opinione a cui stanno danno vita il premier Monti e il leader di Sel Vendola. Se il Pd vincesse le elezioni, l’accordo con Monti e i centristi sarebbe cosa fatta. Con buona pace del governatore della Puglia. Eppure, la probabile convivenza governativa tra i due vive giorni da gran teatro. In queste ore, per esempio, il copione dice che la distanza è siderale. Un clima da duello al sole terminato con il laconico commento del professore: «Io e Vendola siamo lontani anni luce». Il teatrino era iniziato su Radio24 con il leader di Sel sul piede di guerra a paragonare l’ex premier nentemeno che al “diavolo” in persona, che per lui è il Cav naturalmente: «Monti in questo periodo è prodigo di idee miracolistiche sul futuro e fa concorrenza a Berlusconi». Morale: «È impossibile discutere di alleanze a prescindere dalla diagnosi della crisi e dalle terapie», conclude il governatore della Puglia. Poi su twitter, in versione Torquemada dà addirittura dell’imbonitore al premier uscente: «Promettere investimenti massicci per la scuola pubblica, dopo che la si è colpita al cuore togliendole miliardi e miliardi, cosi come hanno fatto i governi Berlusconi e Monti, è davvero pubblicità ingannevole», attacca, tirando in ballo anche le promesse di Monti su lavoro e pensioni, fatte dopo esservi passato sopra con la mannaia. Monti, come ti sbagli,  si difende attaccando. Per prima cosa, puntualizza, «Vendola non ha titoli per darmi lezioni, non è compito suo». Poi parte con il suo mantra preferito contro i “maledetti partiti”: «Abbiamo risolto problemi che i governi di centrosinistra e centrodestra avevano lasciato marcire e qualcuno è proprio nella regione del presidente, in questa magnifica regione». Per ora, dunque, è guerra, e neanche tanto fredda, domani chissà. In fondo per dirla con Rossella O’Hara, domani è un altro giorno.