Monti ironizza sul Pci, fa arrabbiare il Pd e colleziona un’altra gaffe con Napolitano…

«Per uno nato nel ’43 dare del vecchio a uno nato nel ’21 non è molto elegante», è la battuta più fine che circola su Twitter. Nel mirino c’è Mario Monti, da qualche giorno protagonista di battute estemporanee che avrebbero la pretesa o di far sorridere o di fargli guadagnare voti. Sul primo obiettivo, sorvoliamo, sul secondo, anche. Intanto però il suo tentativo di dare del “vecchio partito” al Pd, assimilandolo al glorioso Pci archiviato dalla storia e da Occhetto, al momento ha avuto l’effetto di impermalosire gli ex comunisti. Che da un lato non si sentono più tali, dall’altro conservano con orgoglio il ricordo di quella storia comune fatta di grandi leader, come Enrico Beringuer, a fronte dei quali i Bersani e i Renzi di oggi non possono che impallidire. «I vecchi partiti non sono in grado di offrire una visione nuova negli interessi dei cittadini come noi della società civile. Il Pdl è stato fondato nel 1994, non è vecchio ma neanche nuovo, il Pd è stato fondato nel 1921», ha detto in riferimento al Partito comunista d’Italia, nato per l’appunto a Livorno il 21 gennaio 1921. Dario Franceschini è tra i primi a rispondergli: «Ora Monti la smetta. Dire che il Pd è nato nel 1921 offende prima di tutto la sua intelligenza. Anche alla propaganda c’è un limite». Polemica a parte, viene da chiedersi che senso abbia offendere il Pd, se non per provare a scopiazzare la retorica anticomunista del Cavaliere, che ormai la utilizza con meno frequenza. Vale la pena di segnalare, però, il commento che ha fatto oggi Gad Lerner, che un pezzettino di verità la coglie: «Mi chiedo perché il senatore a vita Mario Monti, l’ingrato, non la rivolga direttamente a Napolitano». In effetti, oggi al Colle, il principale sponsor del professore non avrà gradito. E forse troverà il modo di farglielo sapere.