Monti, il “bidone” aspira-tutto: «Grillo può fare il ministro tecnico e Bersani sarebbe un buon premier…»

«Governare con Grillo? Non so, credo che sia difficile». Però parliamone, lascia intendere Mario Monti a Radio anch’io,  sulla falsariga del tentativo di avvicinamento ai Cinque Stelle avviato ieri dal leader del Pd Pierluigi Bersani. È chiaro che ormai il fenomeno Grillo, che riempie le piazze ed è dato in ascesa nei sondaggi (segreti…) fa paura un po’ a tutti, soprattutto a chi, come il premier, cerca di intercettare i voti dell’anti-politica sfidando il comico, con altri armi, ma sullo stesso terreno, quello del rigetto ideologico dei partiti e dell’archiviazione definitiva del bipolarismo. Ecco perché Monti strizza l’occhio ai grillini ancora non “consolidati”: «Quelle energie è fondamentale non trascurarle e snobbarle ma convogliarle in un modo di trasformare la politica». Il professore, in mattinata, via radio, ammette che “è difficile governare con Grillo, ma è difficile governare senza gli elettori di Grillo”. «A chi è tentato di votare Grillo lancio l’invito a fare un attimo di riflessione in più per vedere se ci sia nell’offerta politica qualcun altro che vuol cambiare la politica ma sa come governare». Secondo Monti, che risponde a una domanda del direttore del Gr Rai Antonio Preziosi, “quello delle piazze è un importantissimo serbatoio che Grillo riempie anche con funzione utile di segnalazione di rabbia e insoddisfazione per la politica tradizionale; ma è una protesta da cui è difficile vedere emergere una proposta. Grillo – prosegue Monti – potrebbe essere un ministro tecnico, i suoi candidati non so valutare che tipo di approccio di governo possano avere ma la forza di Grillo sono gli elettori che lo voterebbero”. E Bersani? Il prof tiene d’occhio anche lui e di fatto lo lancia a Palazzo Chigi: «Può governare molto bene,  madovrà essere messo alla prova come presidente del consiglio. Bisognerà vedere se è nella condizione o no», dice, con riferimento alla possibile ammucchiata con i centristi. Per se stesso, Monti vede un futuro roseo, ma non si sa bene su quale poltrona: «Io al Quirinale? Vedrei bene la Bonino, per me non ho la minima idea. In questa materia l’autovalutazione non è buon esercizio. Certo, non credo di aver fatto tutto il possibile per ingraziarmi quelli che parteciperanno all’elezione…», ironizza, e finalmente strappa un sorriso. A conferma che le distanza da Grillo si stanno realmente accorciando.