L’«X Factor» in campagna elettorale: il ritorno del popolo di centrodestra

Era già tutto scritto, tutto previsto nei minimi dettagli. Poi è subentrato l’X Factor e il tavolo è saltato. All’inizio della campagna elettorale c’era un clima di depressione e di sfiducia nei confronti della politica e di chi la rappresentava. E questo clima era cavalcato da Beppe Grillo. Il Pd furbescamente – facendo leva sulla ragnatela di partito e sulle ramificazioni territoriali – preparava e pregustava la cavalcata vittoriosa verso Palazzo Chigi, strizzando l’occhio ai centristi che, ogni giorno, tessevano le lodi del leader democratico in uno scambio stucchevole di complimenti. L’arrivo di Berlusconi aveva rovinato un po’ i piani, inizialmente non gli davano nemmeno una sola possibilità di rialzare la testa e non si preoccupavano più di tanto. Ma quello che nessuno s’aspettava era l’X Factor, e cioè il ritorno del popolo di centrodestra. Lo si dava per stordito, in stato di ipnosi, svanito nel nulla. E in effetti ha avuto un momento di crisi. Sì, perché quella maledetta sera del novembre 2011, la sera delle dimissioni di Berlusconi, tirava davvero una brutta aria. I telegiornali trasmettevano le immagini della folla che brindava e che urlava contro il Cav, dando l’idea di una rivolta popolare, di un clima da vigilia “rivoluzionaria”. Nessuno diceva che quella folla era “politicizzata”, c’era il “popolo viola”, c’erano i militanti del Pd, i dipietristi, qualche centrista, spezzoni dei centri sociali. Nei giorni precedenti c’era stata una conta infinita di “addii” o “tradimenti”, quello della Carlucci – considerata una figlioccia di Berlusconi – diventò il simbolo della fine di una stagione. Dall’estero, come se fossero dirette da un abile regista, piovevano critiche e risatine beffarde. Era anche evidente che si erano coalizzati i poteri forti, i banchieri, la grande informazione, l’alta finanza, la Merkel e anche qualche “italiano che conta”. Una corazzata da far paura. Poi c’è stato l’anno degli illusionisti, i tecnici al governo e i laudatores che ne cantavano le gesta, un anno che ha condotto al fallimento e che ha cominciato a far aprire gli occhi. La storia della campagna elettorale è nota, la proposta choc sull’Imu e le polemiche. Ma soprattutto l’X Factor. Perché, a poco alla volta, il popolo del centrodestra è tornato a mostrarsi, a dire «ci sono anch’io». Non era svanito nel nulla, come sostenevano gli opinionisti, era lì in attesa di un segnale. E quel segnale l’ha avuto. Non a caso in questi giorni a fare notizia è il bagno di folla nelle manifestazioni di Berlusconi (e non solo), la gente che non riesce a entrare perché c’è il “tutto esaurito”, la partecipazione emotiva. Lo stato di ipnosi è finito. Bersani e Monti non riescono a farsene una ragione. E hanno paura. Si rassegnino, non tutte le ciambelle riescono col buco.