L’ultima carta di Monti: fare l’illusionista come il mago Silvan (ma non gli riesce)

Sim Sala Bim, la magia è fatta, la scena è pressappoco la stessa ma è cambiato l’illusionista. Non c’è più il mago Silvan, al suo posto è subentrato il mago Monti. Che ha spento le luci, si è chiuso in uno scatolone e ne è uscito diverso. Miracoli della campagna elettorale. Il (fu) tecnopremier è all’ultima spiaggia, o la va o la spacca. Finora gli è andata male, anzi malissimo. Per mesi si beava tra strani sondaggi che lo davano ora all’80 per cento di gradimento, ora al 90, con i futuri alleati a dirgli «quanto sei bravo, siamo tutti con te». Adesso naviga in pessime acque, quasi in zona retrocessione. Gli hanno sussurrato che la sua immagine non tira, viene descritto come un vampiro, il loden gli dà un’aria cupa, convince ancor di più l’opinione pubblica che è lui l’uomo delle tasse, che ti spilla fino all’ultimo centesimo. Ecco dunque la magìa: in poche ore si è presentato davanti alle telecamere e in pubblico in versione sorridente, il caffè con la moglie, il cagnolino. Ma non è finita qui, ci sono anche i racconti familiari tesi a dare di Monti un’immagine a uso e consumo degli elettori. «Ho sempre amato moltissimo fare gli scherzi in ambito amicale o familiare», ha detto, dicendo che piano piano sta svelando la sua personalità con cose «che non erano note al pubblico». E ancora: «I miei figli e ora i miei nipoti ne hanno subìti con un misto di terrore e di gioia nella loro infanzia».  Poi ha voluto fare l’ironico: «Non ho passato una notte intera con la Merkel». E il religioso: «Mi auguro anche in futuro di poter avere la possibilità di continuare un dialogo personale con Ratzinger». Ma fa una faticaccia a mostrarsi per quello che non è. Non a caso ha specificato: «Ai ritmi della campagna elettorale non ero abituato. Per fortuna dura poco…». Già, perché anche le magie degli illusionisti durano poco. E quando si scopre il trucco sono dolori.