L’ossessione di Saviano: mai un giorno senza una riga contro Berlusconi

Nulla dies sine linea.  «Mai un giorno senza una scrivere una riga», è una antico adagio latino del quale gli scrittori hanno fatto tesoro nel corso dei secoli. Roberto Saviano deve avere aggiornato l’adagio in «Mai un giorno senza scrivere una riga contro Berlusconi». Tra Twitter, Facebook e  Repubblica non passano 24 ore senza un tweet, un post o un articolo contro il suo ex editore (Gomorra è infatti uscito per la Mondadori di Berlusconi). Prendiamo l’ultima settimana, a ritroso, partendo dall’ultimo cinguettio: «Oggi Berlusconi propone un condono tombale: questa è una campagna elettorale da estorsore». Domenica: «Oggi Berlusconi anticipa la “proposta choc”. Nemmeno un anno fa appariva finito. Ora ha di nuovo possibilità di potere. Nausea infinita». Sabato: «Melandri censura Girlfriend in a coma. Il Paese non è né di destra né di sinistra: è di Berlusconi». Venerdì digiuno di tweet sul Cavaliere. Non giovedì: «Nemmeno in democrazie fragili e corrotte l’acquisto di un giocatore può spostare voti. Se fossimo arrivati a tanto saremmo un paese perduto». Ogni riferimento all’acquisto di Balotelli da parte del Milan non è particolarmente casuale.

Il 28 gennaio erano stati due i tweet contro il leader del Pdl: «Mentre Berlusconi difendeva Mussolini, Merkel invitava i tedeschi alla responsabilità della memoria. E nessun tedesco si è offeso».  E qualche ora prima: «Da ridicolo aspirante caudillo, Berlusconi incolpa la democrazia di non avere strumenti di cambiamento e vorrebbe poteri totali».  27 gennaio: «Berlusconi, con la più scontata delle affermazioni da bar (su Mussolini), continua a porsi al centro dell’attenzione mediatica». Un accanimento che si è infittito negli ultimi tempi con l’avvicinarsi della data delle elezioni. Bisogna tornare indietro di una decina di giorni per trovare cinguettii contro il Cavaliere. È il 18 gennaio: «Berlusconi non è un interlocutore credibile: i fatti lo hanno già condannato. Fatti politici ancor prima che giudiziari». Il secondo per promuovere il suo articolo su Repubblica, ovviamente contro il Cavaliere: «È ora di lasciare Berlusconi senza platea!». Due anche il 16 gennaio: «Solidarietà a Ilda Boccassini: le parole di Berlusconi identiche a quelle che le rivolgono i boss della ’ndrangheta lombarda su cui indaga». «Quando un bambino esagera gli adulti non ridono per non dargli corda. Berlusconi andrebbe trattato come un bambino…». E per non dargli corda, Saviano scrive ogni giorno contro di lui?