L’onda del centrodestra al Senato gela la “festa” del Pd. L’imbarazzo di Fassina

Il caos delle proiezioni e il non previsto sorpasso del centrodestra al Senato ha fatto crollare l’entusiasmo del Pd. Le prime proiezioni hanno infatti del tutto rovesciato i sondaggi che assicuravano a Bersani la maggioranza a Palazzo Madama.  Una doccia fredda per il Pd che già gustava una vittoria piena alla Camera e al Senato. Il clima euforico della sala stampa del pd si è preso mutato in una raggelata presa d’atto di una situazione imprevista. È toccato al responsabile economia del Pd Stefano Fassina, visibilmente imbarazzato e in difficoltà, commentare i dati. E l’esponente dei Giovani Turchi ha subito parlato di elementi “preoccupanti”. Dati che, ha osservato, se confermati renderebbero «difficile formare un governo» e ci sarebbe dunque «il rischio di tornare alle urne. È evidente che uno scenario così presenterebbe problemi molto seri per l’Italia». La parola magica per esorcizzare quanto stava avvenendo è stata “ingovernabilità”. Il testa a testa tra centrodestra e centrosinistra, visto lo scarto ridotto che divide le due coalizioni, potrebbe proseguire fino alla conclusione dello spoglio delle schede del Senato. Ma se i dati della Rai e anche quelli di Sky danno il centrodestra in vantaggio al Senato, quelli trasmessi dal Viminale hanno visto il centrosinistra nuovamente avanti. Su 25.083 sezioni pervenute la coalizione di centrosinistra si è attestata al 33,16, quella di centrodestra al 28,86. Numeri che tengono il Pd col fiato sospeso in attesa di dati più certi per sapere quanti seggi realmente riuscirà a conquistare. Per quanto riguarda Beppe Grillo, sempre secondo il  Viminale è al 24,9, mentre  Monti è al 9,23. Dati impietosi per Ingroia che se resta confermato l’1,8%  non entrerebbe in Senato.