Lainati: «La par condicio è mostruosa e qualcuno usa anche trucchi istituzionali…»

A Trapani in piena campagna elettorale per il Pdl, il presidente del Senato Renato Schifani ha difeso Silvio Berlusconi, perseguitato dalla sinistra «appena è tornato a parlare in televisione, dopo un anno di silenzio». Per il candidato del Pdl, la «legge sulla par condicio è ignobile». «Bersani e il Pd dimenticano che con le primarie hanno occupato le tv per un mese», ha incalzato Schifani, «e Berlusconi ha dato fastidio a qualcuno appena in televisione». «Del resto, nulla è più evidente dei passaggi televisivi, che dicono più di molte parole», commenta il vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai del Pdl, Giorgio Lainati.

Lainati, la legge sulla “par condicio” è ignobile come sostiene Renato Schifani?

Ha ragione due volte. Rispondo con l’evidenza dei fatti. Berlusconi dal novembre 2011 all’anno successivo è sparito dalla scena televisiva senza nulla chiedere, mentre alte cariche istituzionali hanno abusato del loro ruolo. È la dimostrazione netta che la legge sulla par condicio si presta a storture clamorose.

A chi si si riferisce?

Sto parlando, ad esempio,  del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che, appunto, mentre Berlusconi era scomparso dalla tv – solo qualche minuto durante i telegiornali-  ha utilizzato il suo ruolo istituzionale per andare a Ballarò, da Michele Santoro e in altri talk show non per parlare dei lavori della Camera, ma per spiegare le ragioni sue, del suo partito e successivamente quelle di Monti. Lei pensa che il segretario di un qualsiasi altro micro-partito sarebbe potuto andare in tv con tutto quello spazio a disposizione? Mi dica se non è una legge ignobile…

Questa legge garantisce poco o nulla, vuole dire?

Sì, faccio un altro esempio, Insieme al collega De Angelis abbiamo dovuto varare conferenze stampa da 40 minuti per capi lista e capi coalizione delle 27 liste candidate. Le liste sono 27, le coalizioni tre: le pare conguo che lo stesso spazio che avrà Fli o i mcropartitini  dell’1% sarà lo stesso del Pd che ha il 30%?  È un’evidente stortura.

L’avete fatto presente in commissione?

Qui da noi non si può parlare di criteri di proporzionalità in riferimento alla forza elettorale, altrimenti la sinistra urla che è in pericolo la democrazia….Quando tutti sappiamo che vale esattamente il contrario, ossia che l’infomazione è nelle mani essenzialmente della sinistra. Qualche nome? Corradino Mineo, direttore di Rainews, è candidato per il Pd; Massimo Mucchetti, già vicedirettore del Corriere della Sera è candidato anche lui per il Pd, Roberto Natale,  segretario della Fnsi e fondatore di Articolo21 è nelle liste di NichiVendola e Sandro Ruotolo, l’inviato storico di Michdele Santoro, è in corsa con il partito di Ingroia. Può bastare?