La schizofrenia del sito Pd: in poche ore passa dallo spot blasfemo all’elogio del Papa

Prima uno spot al limite del blasfemo sul mercoledì delle ceneri. Qualche ora dopo, un banner riparatore con foto di Benedetto XVI benedicente, stenografico del discorso di dimissioni del Papa e dichiarazioni pro-Ratzinger di Bersani e D’Alema. Insomma, sul sito del Pd sono passati in poche ore dalla linea da mangiapreti a quella di Rosy Bindi.

Tutto inizia in tarda mattinata, quando sulla home page spunta il banner demenziale. Su campo viola un mucchietto di ceneri. Piantato in cima, il simbolo elettorale dell’Ulivo. Titolo: «Le ceneri. Del centrodestra. Ricostruzioni fantasma, scandali, grandi opere al palo. Quest’anno la Quaresima può finire il 25 febbraio». Cliccando sul banner si legge: «Oggi è Mercoledì delle Ceneri che, per chi crede, è l’inizio della Quaresima, un periodo di riflessione. Ma oggi è anche un giorno nel quale vediamo l’Italia ricoperta delle ceneri di scandali, corruzioni, malaffare». Può l’Italia rinascere da queste ceneri? «Sì, se gli italiani voteranno Bersani» è il senso del messaggio.

Sui Social network si è scatenata la protesta. A contestare la scelta molti cattolici che votano centrosinistra. Ecco qualche commento ripreso da Twitter. «Associazione quantomeno indelicata», «Credo che il Pd sia fuori luogo quando “utilizza” il mercoledì delle ceneri per fare ironia sul sito, lo dice un iscritto», «Non dovrebbe ironizzare (tristemente) sul Mercoledi delle Ceneri nella propria Home. Su questo -da credente- pretendo rispetto». «Complimenti per il cattivo gusto».

Lo spot si è quindi trasformato in un clamoroso autogol per il partito di Bersani. Nel tardo pomeriggio, il banner è sparito dal sito e sono stati cancellati tutti i commenti sul relativo account Twitter. Troppe proteste. In serata, per rimediare, una toppa filo-clericale da far invidia al sito di Radio Maria. Una crisi di identità in piena regola, emblematica della schizofrenia dei bersaniani. Come passare da dottor Jekyll a Mister Hyde. Anzi, da Peppone a Don Camillo.