La Fornero delusa “scappa” in Germania

«Mi avete avvilita, vado in Germania». Questo l’amaro annuncio dell’ex ministro del lavoro, Elsa Fornero, tra i primi firmatari del manifesto dei delusi del governo Monti che, in un’intervista rilasciata alla testata on line “Linkiesta”, archiviata con non poche riserve l’annata passata al dicastero di via XX settembre, dice di essere in procinto di passare alla concorrenza. «Il diritto al lavoro va declinato nella realtà, non va solo enunciato», ribadisce autocitandosi per spiegare i motivi che la spingono a valutare la proposta del Max Planck Institute di Monaco di Baviera, dove le è stata offerta una cattedra e da dove, aggiunge, «ne approfitterò per riflettere». Il bilancio di un anno di governo tecnico evidentemente non è negativo solo per i cittadini che l’hanno subìto, ma anche per chi si è trovato dall’altra parte della cattedra. «Sul piano psicologico sono avvilita e abbattuta», confessa l’ex ministro in procinto di trasferirsi nella più florida terra teutonica dove il tasso di disoccupazione e la percentuale di giovani choosy rispondono a cifre decisamente più modeste. E ammette: «Ho delle amarezze perché alcune occasioni sono state mancate, su tutte la capacità di dare il senso della direzione». Una direzione, quella mancata di cui parla l’ex ministro, che intanto, a giudicare dagli ultimi dati Istat, non ha deviato dal vicolo cieco della recessione e che, come ricorda proprio l’intervista di “Linkiesta”, da luglio – quando è entrata in vigore la sua contestata riforma – ad oggi, ha condotto a un ulteriore calo dell’occupazione.

E malgrado il disastro registrato col calcolo degli esodati e la mannaia calata sulle pensioni, la Fornero non arretra di un passo: «Sono ancora determinata nel cercare di contrastare i mulini a vento, cosa che sto facendo da quando ho assunto questo incarico», ha dichiarato nel tentativo di difendere il suo operato l’ex ministro, che poi laconica ha concluso: «Almeno posso dire di averci provato. Ho cercato di affrontare i temi del mercato del lavoro con un atteggiamento non ideologico, ma partendo dall’analisi dei problemi, da dati quantitativi ed empirici, cercando di dare risposte». Peccato che i dati non fossero quelli giusti, e che le risposte arrivate non siano quelle sperate: i cittadini tedeschi sono avvisati…