Il sogno di Silvio: datemi un Ponte e vi solleverò il sud

«Io credo che sia folle continuare a porre ostacoli ad un’opera che potrebbe cambiare il volto di un’intera regione». Berlusconi è in Sicilia e da lì rilancia la più contestata delle iniziative mai prese dal centrodestra, il Ponte sullo Stretto, che i governi di centrosinistra hanno provveduto a demolire scientificamente nel corso degli anni ma che nell’immaginario di tanti continua a rappresentare un sogno di sviluppo. «Quando torneremo al governo, l’opera ripartirà», annuncia il leader del centrodestra al quotidiano «La Sicilia” di Catania. «In altre parti del mondo, opere di questo tipo – aggiunge Belusconi  – costituiscono il volano della crescita dei territori interessati. Il grande ponte stradale che collega la Danimarca e la Svezia è stato il punto di partenza di uno straordinario sviluppo delle regioni costiere delle due nazioni. Noi abbiamo lavorato per anni per questo obiettivo, abbiamo completato la fase di progettazione, le opere preliminari sono già cominciate – osserva il leader del Pdl – ma prima il governo Prodi, poi il governo Monti, hanno bloccato tutto. Noi avevamo individuato un metodo di finanziamento che si basava per gran parte su risorse private. Ovviamente, quando torneremo al governo, l’opera ripartirà». E di sud, in Sicilia, Berlusconi ha parlato a lungo: «Fino a quando abbiamo governato noi, pur nel mezzo di una gravissima crisi economica, i dati dell’occupazione in Italia sono rimasti migliori, e di molto, della media europea. Abbiamo stanziato gran parte delle risorse disponibili – aggiunge – per estendere la cassa integrazione straordinaria, in modo da tutelare chi rischiava di perdere il lavoro. Oggi, peraltro, la situazione è davvero drammatica, soprattutto in regioni come la Sicilia. La cosa che mi preoccupa di più è che è venuta meno anche la speranza, tanto è vero che molti giovani scelgono di andare all’estero. Invertire la tendenza è la nostra priorità assoluta». E aggiunge, sul tema del lavoro: «Uno dei nostri progetti più importanti  riguarda le aziende che assumono un disoccupato con un contratto a tempo indeterminato: su quel contratto per diversi anni non pagheranno né tasse né contributi previdenziali. Molte aziende avrebbero interesse ad assumere a condizioni così convenienti. In Italia le aziende sono circa quattro milioni. Dobbiamo creare le condizioni – conclude il leader del Pdl – perché ogni azienda assuma un disoccupato, sarebbe una spinta eccezionale contro la disoccupazione».