Il Papa su twitter: perché il sacro non va d’accordo con i social network

Nell’indifferenza generale il giornalista Antonio Socci ha lanciato qualche giorno fa un appello affinché venga cancellato l’account del Papa su twitter. “Proteggete il vicario di Cristo da questa umiliante gogna mediatica di cui lui è certamente ignaro”, ha scritto. Socci parla di spettacolo penoso e di “disastro comunicativo”. Spesso, troppo spesso, ai 140 caratteri lasciati online da Benedetto XVI seguono insulti, ironie, svillaneggiamenti di ogni tipo. Un esempio della pluralità delle opinioni dell’Occidente relativista o un gigantesco fallimento dell’accostamento sacro-social network? L’interrogativo posto da Socci con il suo appello è più che legittimo: lui afferma che “è come se si fosse portato il Papa in una piazza e lo si fosse esposto al dileggio di chiunque”. Un’immagine calzante. Prendiamo l’ultimo tweet del Papa, datato 10 febbraio: “Dobbiamo avere fiducia – scrive -nella potenza della misericordia di Dio. Noi siamo tutti peccatori, ma la Sua grazia ci trasforma e ci rende nuovi”. Il primo commento è il seguente: “La Sua grazia ci trasforma e ci rende nuovi. Salutiamo con amore il Carnevale”.   Un altro si accoda e fa notare che “nonostante gli agganci con il Padreterno” l’account Pontifex_it staziona poco sopra i 300mila follower. Non mancano messaggini oltraggiosi: chi dice di fare pipì nell’acquasantiera, chi dà al Pontefice del buffone, chi lo accusa di essere un “pusher” perché la religione è l’oppio dei popoli. Insomma un campionario di sberleffi di ogni genere. Socci cita uno studio commissionato dalla rivista dei Gesuiti di Milano, “Popoli”, in cui le risposte ritenute negative ai tweet del Papa sono state quantificate, e sono risultate nel primo mese 22.542 (e di esse 5mila erano ingiurie vere e proprie). Un fallimento o una prova cui anche il Papa deve sottoporsi? Va ricordato che sui social network le gerarchie vengono annullate, che tutti sono posti sullo stesso piano, che il personaggio noto e famoso attira oltre ai fan gli iconoclasti. Ma soprattutto va sottolineato che il significato del sacro, in tutte le religioni,  rimanda a qualcosa che è protetto e separato dal mondo profano. Anche per la persona del Papa, soprattutto per la sua persona, questo significato è da recuperare. La scelta di stare su twitter forse farà apparire il Pontefice più moderno e la Chiesa più dialogante, o forse non accadrà nulla in termini di immagine per il Vaticano. Ma non c’è alcun dubbio sul fatto che la permanenza su twitter sia un’opzione dissacrante.