Il nuovo che avanza si chiama Prodi, Casini lo vede al Colle

Svegliarsi al mattino con Romano Prodi nell’aria. Non è un bel risveglio e lo dobbiamo a Pier Ferdinando Casini che ne La telefonata di Belpietro su Canale 5 da un lato nicchia sulle possibili alleanze con il Pd, affermando che l’Udc non farà la “crocerossina”, d’altro lato in perfetto stile democristiano si espone sulla candidatura al Quirinale deviando dalla domanda: «Tra tanti candidati al Quirinale, credo che Romano Prodi qualche possibilità ce l’abbia, con la tipologia di Parlamento che uscirà. Non è il mio candidato, perché io di candidati ne avrei altri, ma credo che abbia chance». Di problemi il partito di Casini ne ha tanti e sottilmente ma non troppo Belpietro gli domanda: è preoccupato della cannibalizzazione dei voti Udc da parte della Lista Monti?  Macché, risponde Casini , che ormai ci sta facendo l’abitudine  a stare all’ombra di Monti col sorriso sulle labbra: «Io sono candidato al Senato per la Lista Monti, quindi non sono preoccupato della sua crescita, semmai sarei preoccupato del contrario» afferma il leader Udc . «Mi auguro che il 15%, ma spero si arrivi anche al 20%, si consolidi dopo il voto. Faremo gruppi unici per Monti alla Camera e al Senato, sia che prendiamo il 10% sia che prendiamo l’1%. I miei rapporti con Monti sono ottimi e abbondanti: io apprezzo molto il modo con il quale sta facendo campagna elettorale, perché si è calato in un ruolo non suo con grande umiltà e determinazione». Chi si accontenta…. Poi, di nuovo le alleanze: i centristi appoggeranno Bersani se non dovesse avere una maggioranza sia al Senato che alla Camera? «Non siamo crocerossine, anche se apprezziamo molto il lavoro che esse svolgono. Facciamo politica e non faremo coalizioni che non abbiano l’impronta della serietà e del riformismo. Il Pd deve fare una riflessione vera, perché nella sua coalizione esistono componenti che dicono cose opposte a quelle che dice Bersani», riferendosi al solito “triangolo”, Bersani, Ventola, Casini.  Poi il botto finale non poteva non riguardare Berlusconi: «irresponsabili» quegli italiani che credono alla restituzione dell’Imu e al condono. Già, stando all’ombra di Monti ha imparato anche Casini ad avere come stella polare finanza ed economia speculativa, quando afferma: «I sondaggi sono una cosa virtuale, poi ci sono Borse e spread che sono purtroppo una cosa reale e segnalano che in Italia si mettono in discussione gli impegni che lo stesso Berlusconi ha sottoscritto e le sue proposte, restituzione dell’Imu e condono tombale, fanno pensare all’Italia come ad un Paese di irresponsabili». Un commento stizzito all’andamento dei sondaggi che darebbe in risalita il Pdl dopo le proposte sul fisco di Berlusconi.