Il flop di Fassina in tv. E sul web gli elettori si scatenano: ci fai perdere, stattene a casa

«Se esistesse un Twitter Award, Stefano Fassina vincerebbe il premio come il politico più criticato e sbeffeggiato della rete». In un cinguettio (Medoro Savino) c’è la fotografia del responsabile del Pd per l’economia che ieri sera nella trasmissione di Michele Santoro ha mandato su tutte le furie gli elettori di centrosinistra. Chi non ha visto la trasmissione può farsi un’idea dai commenti sui social network: «Il Pd perde consensi. E allora cosa fa? Manda Fassina da Santoro a Servizio Pubblico. Fassina viene massacrato (con poco) da Di Pietro. Il Pd perde altri consensi». Lo trattano come Schettino: «Fassina dì, reagisci, esci dall’angolo, inventati qualcosa, torna a bordo, svejiaaaaa». Non va bene il suo uso approssimativo del congiuntivo: «Ogni volta che Fassina azzarda una consecutio, un Devoto-Oli si suicida lanciandosi da uno scaffale» (Domenico Naso).

Su Facebook non cambia l’umore del popolo del Pd. Basta andare sulla pagina pubblica di Fassina e leggere i commenti di oggi: «Se ieri sera te ne stavi a casa zitto zitto facevi miglior figura, invece hai dimostrato poca competenza, una coda di paglia da incendiare una foresta amazzonica e come il tuo partito sia implicato fin sopra ai capelli. Bastava guardarti in faccia… e ti sei pure fatto trattare come un babbeo, altre 3-4 uscite sui generis e il diversamente alto di Hardcore agguanta il pareggio. Complimenti …» (Pirata Solitario). Mario Bruno: «Quando parteciperai alla tua uscita dalla politica? Non ti avevo mai ascoltato, stasera ti ho visto su Servizio Pubblico, ed ora ho un altro motivo per non votare Pd». C’è poi chi, come Mariatolmina Ciriello chiede accorata: «Ma perché mandano Fassina perché?». «Calma ci sono ancora venti giorni per perdere le elezioni», le risponde Francesco Festa rubando la battuta a Crozza. «Quando va in tv è già tanto se ricorda il suo nome e capisce dove si trova» (Nico Spes). Oppure, come ipotizza Tecnobarbaro, «è un agente segreto di Berlusconi».