Il flop delle tribune elettorali. La lista Monti fa cilecca, peggio del partito dei pensionati

Tra il Festival fazionalpopolare, il web che brucia sul tempo le notizie e la scarsa fantasia negli “allestimenti” e nelle scalette, le tribune elettorali televisive fanno ascolti vicini al prefisso telefonico. Noiosette, ripetitive, sono molto lontane dalla seduzione di una volta. Mentre all’Ariston andava in scena la serata nostalgia con picchi record, su Raidue le conferenze stampa elettorali hanno registrato ascolti imbarazzanti: 279.000 telespettatori, share dello 0,90%, 234.000 0,77% e 352.000 1,30%. L’interesse cala ulteriormente quando si esibisce la Lista Monti per l’Italia, la meno seguita in assoluto, meno dei Moderati italiani in Rivoluzione di Samorì e persino del Partito Pensionati, maltrattati come non mai dal governo tecnico. SuperMario si deve accontentare di 349.000 spettatori, meno utenti di una news letter indirizzata a amici e parenti. La rete prescelta al martirio è stata Raidue che non ha mai superato l’1% di share, ottenuto nei momenti più gloriosi. La carrellata di RaiParlamento si è aperta l’11 febbraio con un pirotecnico Francesco Storace seguito da Magdi Allam per Io Amo l’Italia, e da Franco Cuccureddu per Grande Sud. Questi ultimi non proprio due campioni di comunicazione. Non ha fatto strage di cuori nemmeno il bel Pier Ferdinando Casini.  Scartabellando tra i dati si scopre che le cose vanno meglio per il candidato premier di CasaPound, Simone di Stefano, che ha collezionato 1.124.085 contatti sulla rete e quasi 700 mila spettatori fissi con il 3,37% di share. Nulla da festeggiare per il movimento della  destra identitaria, l’audience televisivo, si sa, fin dai tempi di Almirante, non si è sinonimo di urne piene. Ma qualcosa vorrà pure dire, e non ce ne vogliano gli antifascisti militanti. I numeri sono numeri e non un trucco illusionista di Silvio Berlusconi. Non resta che aspettare gli ascolti della sfida tra i candidati big a Palazzo Chigi, vinta da Canale 5. Monti, Berlusconi e Bersani incroceranno i guantoni  giovedì prossimo a partire dalle 21,10 nel corso di una prima serata speciale della rete ammiraglia Mediaset. Cesara Buonamici ha tenuto a precisare che l’ordine –  prima il professore, poi il Cavaliere e per ultimo Bersani – è stato deciso per estrazione. Non si sa mai.