I neoparlamentari grillini si faranno comprare da Bersani?

Lui ci crede. Anzi, in piena campagna elettorale, con l’aria di disdegno che lo caratterizza, il leader del Pd aveva risposto, ai cronisti che gli chiedevano se fosse preoccupato di un successo elettorale del movimento 5 stelle, che tanto buona parte di loro dopo pochi mesi sarebbero passati col centrosinistra. L’affermazione non era basata sul nulla. Bersani e i suoi, al contrario degli elettori gabbati da Grillo, erano già perfettamente consapevoli che il Dna del movimento di Grillo e dei suoi manovratori è rosso shocking. D’altronde, con immaginiamo grande soddisfazione dei milioni di ex elettori del centrodestra che hanno creduto in lui, la prima proposta che ha fatto Grillo è di mandare al Quirinale il suo collega teatrale Dario Fo, ex miliziano fascista della Rsi poi divenuto violento assertore dell’antifascismo militante (cosa che gli ha guadagnato le simpatie della giuria del premio Nobel). Quindi, è normale che Bersani immagini che ci sia un terreno di intesa. Anche se Grillo al momento lo ha ricoperto di insulti e ha dichiarato che i suoi non voteranno la fiducia ad alcun governo. Ammesso che Grillo sappia che questo proposito significa tornare alle urne tra sei mesi e cioè alla fine del “semestre bianco”. Nel frattempo, però, la comitiva a cinque stelle sarà chiamata ad eleggere il nuovo presidente delle Repubblica, cioè il garante della Costituzione – oltre che capo dello Stato – per i prossimi sette anni. Questione spinosa. Perché è difficile trovare un accordo su un Capo dello Stato con Grillo. Bersani ostenta però il solito disdegno e la solita sicumera, convinto com’è – anche in questo caso – che i grillini non sono Grillo e forse nemmeno Grillo sa chi sono i grillini. Quanti dei debuttanti catapultati nel Palazzo, ignari dei regolamenti, delle procedure e – a giudicare dagli interventi televisivi – del diritto costituzionale e persino dei limiti o dei benefici del proprio ruolo, si lasceranno pilotare a distanza dal duo Grillo-Casaleggio, assente per necessità o per scelta dalla aule parlamentari? Da chi riterranno di aver ricevuto il mandato parlamentare, dai cittadini o da Grillo? E nel primo caso a quali cittadini e in quale contesto si sentiranno di dover riferire, dal momento che sono stati per lo più scelti da un’agenzia di casting e proprio per la loro  inesperienza politica e la mancanza di radicamento territoriale? Quanti di loro resteranno incendiari – fino a gettarsi nelle fiamme come predicatori catari – e quanti e tra quante settimane diventeranno pompieri? Staremo a vedere. The show goes on…