Foibe, decenni di silenzio non hanno piegato la forza della verità (anche se c’è qualcuno che tace ancora)

La forza della verità riesce sempre a prevalere sulla forza dell’oblio. E la vicenda delle foibe, per decenni colpevolmente ignorata dalle istituzioni, strappata dai libri di storia, silenziata per motivi politici, cresce nella memoria del nostro Paese anche di coloro che non avevano ancora avuto la possibilità di conoscere le atrocità dei comunisti di Tito contro uomini e donne colpevoli solo di essere italiani. Ma resta sempre una zona d’ombra, il silenzio di una sinistra che non riesce ancora a pronunciare una parola certa, senza rifugiarsi nei vicoli stretti dell’ipocrisia. Ma il Giorno del Ricordo è ormai nel cuore di tutti. «La memoria deve essere condivisa, non dobbiamo dimenticare nessuno degli orrori e delle tragedie del Novecento, in particolare quelli che hanno toccato nel vivo la coscienza del popolo italiano dopo tanti anni in cui sono stati nascosti – ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rendendo omaggio alle vittime della tragedia delle Foibe. Dopo aver deposto una corona d’alloro sull’Altare della Patria, Alemanno ha ricordato la scelta dell’amministrazione di far nascere una “Casa del ricordo” in via di San Teodoro e il protocollo firmato qualche giorno fa che prevede l’avvio di una collaborazione per individuare progetti, interventi e azioni di interesse comune per diffondere la storia di quanto accaduto. «Il Giorno del ricordo – ha detto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri – deve contribuire alla ricomposizione della memoria della Nazione. Le vittime delle foibe, gli italiani privati dei loro diritti e dei loro beni, sono stati per troppo tempo vittime dell’oblio. Non per noi che questa giornata abbiamo fortemente voluto e che quella memoria abbiamo sempre onorato. L’Europa e l’Italia non dimentichino quella tragedia e agiscano per tutelare quanti hanno subito orrendi soprusi». Per Angelino Alfano la storia non si cancella: «Ricordiamo commossi gli italiani sterminati nelle foibe e tutti coloro che furono cacciati dalle loro case in Istria, a Fiume, in Dalmazia. Questa memoria va condivisa da tutta la nazione, per rendere onore alle vittime di uno sterminio e ricordare violenze e prevaricazioni di ogni tipo. Mai più pagine strappate, ma per sempre omaggio a chi pagò così duramente l’amore per la patria italiana». Questa giornata, ha sottolineato Ignazio La Russa, «è stata ignorata dall’Italia per cinquant’anni e, grazie a una legge voluta da noi, siamo qui oggi a ricordare». La Russa è stato in Piazza Duomo a Milano per celebrare la giornata del ricordo delle foibe.  L’ex ministro della Difesa, dal palco allestito nel cuore della città di Milano, ha anche voluto precisare che «Fratelli d’Italia, da sempre e non solo in piena campagna elettorale, è impegnata a commemorare gli esuli di Fiume, Istria e Dalmazia e i tanti italiani uccisi dei comunisti di Tito». Francesco Storace si è chiesto: «Ma Nichi Vendola è capace di spendere due parole per una tragedia nazionale come quella delle foibe? Il silenzio del numero due del centrosinistra è vergognoso e dimostra quanto ipocrita sia lo stesso silenzio dei suoi alleati sul suo indecente comportamento. Vendola lo dica: le foibe furono o non un crimine comunista?».