La farsa dello spread, il Pdl all’attacco di “gufo” Monti: «Fa terrorismo economico»

La giornata sui mercati si apre con Piazza Affari in calo e lo spread che supera quota “Monti”,  oltre 290, come ci raccontano i media che tifano per il professore, che dimenticano di ricordare che il premier aveva toccato ben altre vette nei mesi scorsi, sopra 500, e che il governo Berlusconi per tre anni aveva fermato la forbice con i bund ben sotto i 50 punti. Poi quando verso le dieci lo spread si attesta sotto 290 cala improvvisamente il silenzio, si segne la polemica, nessuno spiega perché mai se i mercati sono terrorizzati dal Cavaliere nel giro di pochi minuti ridiano fiducia al debito italiano. Ma ovviamente, in campagna elettorale, la fiammata del differenziale per qualcuno diventa l’effetto automatico delle esternazioni del Cavaliere, come titola stamattina “Repubblica”. Prima di commentare lo spread è forse il caso di guardare un po’ più lontano da Arcore. In Asia, per esempio, dove le borse hanno vissuto una nottata da dimenticare. : Tokyo ha perso l’1,9%, Hong Kong il 2%. Fanno un po’ meglio Seul (-0,77%) e Sydney (-0,51%). Le agenzie spiegano che la colpa dei ribassi è da attribuire alla svalutazione dello yen e ai timori sul debito europeo, senza specificare in  che termini. Per esempio,  i giornali stranieri, più che delle promesse di Berlusconi, stamane si soffermano molto sugli scandali che coinvolgono il governo spagnolo di Rajoy, sulla sua possibile caduta, sulle perdite del colosso bancario svizzero Ubs e sui pericoli di contagio di situazioni come quella di Mps. Poi si arriva all’incertezza sul futuro governo italiano, ma più che delle esternazioni del Cavaliere, pare che il problema nasca dalla possibilità che non vinca il garante dell’Europa finanziaria, Mario Monti. Il quale, tra l’altro, non la smette di gufare contro l’Italia, ben consapevole che la sua unica salvezza, più che le urne, data l’impopolarità, sono i tracolli dei mercati su cui lui ama intevenire da salvatore della Patria. I  questo senso, la scure dello spread minaccia anche Bersani non appena lascia intendere di voler davvero governare senza i montiani ma con Vendola. Stamattina a Milano la Borsa ha aperto le contrattazioni in ribasso dello 0,34% a 16.477 punti poi s’è ripresa, lo spread è calato. Ma  Monti non ci sta e a metà mattinata, evidentemente poco informato, insiste: «Lo spread sale per colpa delle promesse, temo i colpi di coda della crisi…». E parla della promessa del Cavaliere di restituire l’Imu, come di una polpetta avvelenata.  E il Pdl reagisce. Fabrizio Cicchitto invita il premier  a non fare del “terrorismo economico in funzione della campagna elettorale”. Maurizio Gasparri aggiunge: «Sullo spread non ci lasceremo più intimorire dalla Germania. L’asse Monti-Merkel si è tradotto in una sudditanza che non ha certo giovato al nostro Paese».