Crolla un affresco degli Uffizi. Ma non c’è più Bondi e nessuno accusa Ornaghi (e Renzi…)

Erano  i primi giorni del novembre 2010 quando la Casa del Gladiatore a Pompei si sgretolò a causa della pioggia. E con lei cominciò il declino di Sandro Bondi. Il ministro dei Beni culturali fu oggetto di una campagna di delegittimazione orchestrata ad hoc dalla sinistra. Il Pd chiese le sue  dimissioni, la vicenda arrivò nelle aule del Parlamento e dopo due mesi di polemiche Bondi travolto dalle polemiche fu costretto a lasciare l’incarico. Ma si sa la sinistra vede la pagliuzza che c’è nell’occhio dell’avversario politico e non la trave che c’è nel suo. E così la caduta di un affresco degli Uffizi paradossalmente non provoca nessun sussulto  agli “amanti” (a corrente alternata)  dell’arte e del patrimomio storico e culturale del nostro Paese. Il ministro tecnico Lorenzo Ornaghi resta fuori da qualsiasi polemica: lui questa volta non c’entra e non ha nessuna responsabilità. Nessuno ne chiede le dimissioni o  gli minaccia la sfiducia. Nessuno lo tira in causa o dice che il ministero avrebbe dovuto investire più fondi per salvaguardare il dipinto. Che cosa è accaduto?   Il pezzo di un affresco del ‘500 si è staccato dal soffitto di un corridoio alla Galleria degli Uffizi a Firenze. Il frammento caduto a terra ha un diametro di circa trenta centimetri. Il distacco del materiale, che non ha colpito nessun visitatore, si sarebbe verificato per alcuni lavori vicino all’affresco. Il distacco della porzione di intonaco affrescato, spiega la soprintendenza per il polo museale fiorentino, si è verificato «nel corso di una normale operazione di manutenzione del sottotetto del primo corridoio della Galleria degli Uffizi». Un operatore ha posato il piede sull’incannicciato di una delle fasce longilinee che separano le terne delle grandi volte, fra la quindicesima e la sedicesima campata. Di conseguenza, una porzione d’intonaco affrescato, «fortunatamente di piccole dimensioni e in posizione decentrata», è caduta danneggiando una figurina allegorica femminile.«I pezzi d’intonaco sono stati subito raccolti da una restauratrice, in vista della loro ricomposizione, ma sin dalla mattinata è iniziato l’intervento di restauro che – spiega la soprintendenza in una nota – si prevede di breve durata». Corsi e ricorsi storici, ma come ben si vede cambia l’approccio della sinistra che questa volta tace anche sul suo sindaco di riferimento, il numero due del Pd Matteo Renzi che di quei musei, in qualche modo, dovrebbe essere orgoglioso ma anche responsabile.