Contrordine, esodati: la Fornero va, ma poi torna. E ce lo dice in inglese, come la Minetti

Contrordine, esodati: la Fornero non emigra in Germania, va solo a fare un periodo di “visiting”, che per noi monotono linguistici, sarebbe una roba del tipo “aggiornamento professionale”; ma per lei, che è molto “choosy”, vuole dire un’ospitata d’onore all’università per tenere delle “lessons”, che per noi diversamente poliglotti sarebbero delle lezioni universitarie, ma in inglese fa più effetto, come ci insegna la falsa Nicole Minetti, che in tv ostenta il suo affascinante lessico british di “amiche chips” e “desperation”. Il ministro del Lavoro smentisce la notizia di una sua volontaria trasmigrazione all’estero da incompresa, che per noi sarebbe una banalissima fuga dall’impopolarità,  e spiega: «Non ho detto di voler emigrare, andrò solo in Germania per un breve periodo perché ho ricevuto un invito dall’università di Monaco, e andrò lì come gli universitari, gli accademici fanno, per un periodo “visiting”, quindi ci andrò, ma non è che emigro, voglio fare ancora qualcosa per il mio paese, per i miei studenti…». Al momento, caroselli di studenti, choosy ed esodati, per strada non se ne vedono: la smentita dell’addio di Elsa all’Italia non ha suscitato particolare entusiasmo tra i giovani e i lavoratori, ma forse c’è un difetto di comunicazione. Certe cose, dette in inglese, fanno un altro effetto. Come quando la Fornero al Wall Street Journal sostenne che “work isn’t a right”, che per noi linguisticamente maleducati, sarebbe stata una palese violazione della Costituzione, ma per lei, “british fluently”, voleva dire che il lavoro è una scelta, cioè un diritto, ma anche no. Ora resta il dubbio: Elsa sta andando, ma se tornerà sarà “to stay, just a little bit a longer”, come canterebbe con voce rotta dalla paura Jackson Brown, o  “to go – di nuovo – away forever”, come la inviterebbero a fare perfino gli Oasis?