Come cambia San Valentino: dalle cene di coppia al flash mob anti-violenza

Come si trasforma la Festa di San Valentino, festa degli innamorati che deriva dai “lupercalia” romani dedicati ai riti della fertilità? Negli scorsi anni la giornata si trascinava stancamente in ludi consumistici di coppia ma ora la giornata sembra essere diventata un doppione dell’8 marzo e vive un effervescente protagonismo femminile. Non solo perché le ragazze se ne vanno a festeggiare in gruppo snobbando i partner ma anche perché, almeno quest’anno, la ricorrenza viene dedicata alla riflessione sulla violenza contro le donne. Così oggi, giorno funestato dalla notizia dell’atleta paraolimpico Oscar Pistorius che ha ucciso la fidanzata, la modella Reeva Steenkamp (secondo le prime voci perché l’avrebbe scambiata per un ladro), si svolgerà il flash mob globale di “One Billion Rising” per protestare contro le prevaricazioni subite dalle donne. Il brano scelto per l’evento è “Break the chain” (“Spezza la catena”), inno contro abusi, stupri e incesti. Tutti a ballare in piazza dopo aver “provato” la coreografia grazie a Youtube e rigorosamente vestiti di nero o di rosso. Appuntamenti in tutte le città italiane (tre a Roma: in piazza del Popolo alle 14,30; piazza di Spagna alle 16,00; sotto l’arco di Costantino alle 16,45). L’ultimo flash mob a piazza del Popolo, quello che riproduceva il rap del Ganganm Style, attirò 30 mila persone.  Ed ecco che le coppiette vengono defraudate dal loro post d’onore nella giornata di San Valentino per lasciare il palcoscenico al ballo di gruppo. Tutti insieme appassionatamente, per divertirsi ma anche per una causa che merita attenzione e impegno.