Chi contesta Crozza “è un provocatore”. Chi contesta Berlusconi “è un eroe solitario”

«Berlusconi contestato nella “sua” Milano». Sono le prime parole dell’articolo pubblicato dal sito del Corriere della Sera. Oddio, che cosa sarà mai accaduto? La prima cosa che viene in mente è che il Cavaliere sia salito sul palco e sia stato travolto dai fischi della platea e da qualche lancio di uova. Niente di tutto questo. Una persona – una sola persona, si badi bene – si è alzata e ha lanciato aeroplanini di carta urlando, nella speranza di ritagliarsi un po’ di notorietà. L’eroe solitario è stato subito accontentato:  nel giro di qualche minuto è finito sulle prime pagine dei maggiori quotidiani con tanto di foto anche se – come ha scritto il Corsera – «è stato allontanato quasi di peso», e in quel quasi c’era tutta l’indignazione per un intervento degli uomini di sicurezza che avevano osato fermare la nuova star del popolo della sinistra. La cronaca racconta pure un episodio di inaudita violenza: un signore, magari con i capelli brizzolati e un po’ avanti d’età, ha «percosso» (sì, proprio così, «percosso») la porta dietro la quale c’era l’eroe solitario. Roba da far impallidire quei militanti dei centri sociali che devastano le città. Berlusconi ha subito ironizzato: «Sarà il solito juventino…». Ma anche Repubblica online ha dato grande risalto alla rivolta: «Contesta Berlusconi e viene aggredito». La spiegazione dei fatti: «La Digos ha dovuto rinchiuderlo in uno stanzino per sottrarlo alla furia dei sostenitori del Pdl». Poi si è capito che al contestatore non è stato toccato neppure un capello. Ma soprattutto è venuta fuori una notizia che ha fatto il giro del web: sapete chi era il contestatore? Un ex assessore dipietrista. Perbacco, eppure qualcuno aveva pensato che ci si trovava di fronte a una ribellione popolare, una sorta di rivoluzione di febbraio con lo zar costretto alla fuga. Resta il fatto che quell’uomo è diventato un eroe. A differenza di coloro che hanno osato fischiare Crozza al Festival (dell’Unità) di Sanremo. Fazio ha detto che erano due o tre e invece erano parecchi. I giornali hanno scritto che erano «provocatori», magari mandati lì dal Cavaliere. Nessuno li ha considerati eroi, come il lanciatore di aeroplanini. E non è un caso.