Berlusconi lancia il piano “new towns” e sferza Monti: «Abolisca subito il redditometro con un decreto»

La parola d’ordine è diminuzione della pressione fiscale e rilancio dell’edilizia. Dopo aver annunciato la restituzione dell’Imu e la ridefinizione dei poteri di Equitalia, Silvio Berlusconi spiega che l’obiettivo del centrodestra è anche quello «di arrivare in quattro anni alla riduzione dell’Irap e dell’Irpef». Parlando ai vertici dell’Ance, l’associazione dei costruttori, il leader del Pdl mette Monti con le spalle al muro: «Il signor presidente del Consiglio attuale ha detto che il redditometro si può cambiare, potrebbe fare domani mattina un decreto per abolirlo del tutto». L’Ance che ha accolto favorevolmente la proposta di ridurre l’Imu sulla prima casa, chiede ai partiti in campagna elettorale impegni precisi per interventi che favoriscano la crescita, rilanciando la casa e le infrastrutture. E la risposta di Berlusconi non si fa attendere, innanzitutto dice “sì” alla proposta dell’associazione di eliminare l’Imu per gli immobili costruiti dalle imprese edili e non ancora venduti: «Mi sembra sensata. Mi prendo in carico la vostra preoccupazione, si tratta di 80-90 milioni». Rilancia anche “il vecchio sogno” già discusso con l’associazione costruttori nel 2001 e cioé la costruzione di new towns accanto a ogni capoluogo: «Sono di una vecchia generazione e rimasi colpito dal piano Fanfani sulle case, ecco io vorrei che ci fosse anche un piano Berlusconi». Sul tavolo c’è anche il rapporto con gli istituti di credito: «Se si vuole dare una sterzata alla situazione attuale  – dice – bisogna fare un atto coraggioso con il governo seduto al tavolo con imprese e banche. Il governo deve garantire alla banca il credito che questa dà all’impresa. Le banche vanno capite hanno 130 miliardi di crediti in sofferenza, le banche devono essere certe che l’azienda sia in grado di restituire il credito». Durante l’incontro parla anche di riforme costituzionali («Senza modifiche all’architettura costituzionale il premier ed i suoi ministri sono degli spaventapasseri»), del ruolo dei pm e delle intenzioni di voler cambiare il regime delle intercettazioni («I pm non ci mettono un minuto a mettere i cittadini in galera e poi scopre che il 50% di questi sono innocenti, tutte persone però che subiscono il trauma del carcere»). Quanto al patto per la XVII legislatura proposto dall’associazione costruttori, (un “Addendum per l’edilizia” che l’Ance sottoporrà anche agli altri leader che saranno ospiti nei prossimi giorni) frena: «Non credo sia serio mettere una firma adesso, ma se governeremo il Paese faremo un incontro serio per approfondire questi temi. È meglio una firma da ministro dell’Economia».