Bagno di folla per Berlusconi in Sicilia. «Ho un sogno: prima di morire voglio camminare sul Ponte»

Un Teatro Politeama gremito, a Palermo, ha accolto questa mattina Silvio Berlusconi per la sua giornata siciliana fatta di incontri e manifestazioni elettorali. Molte persone non hanno trovato posto all’interno e hanno seguito l’intervento del candidato premier del centrodestra dall’esterno grazie a due maxischermi in piazza Politeama, stracolma di folla. In sala, insieme con candidati ed esponenti del centrodestra, molta gente con bandiere e cartelli con scritto “io sto con Silvio”. Berlusconi ha ringraziato tutti scherzando su un possibile infarto, dovuto alla troppa emozione. Poi ha ricordato i suoi stretti legami con la Sicilia: «A un certo punto al consiglio dei ministri si parlava solo siciliano, avevo bisogno del vocabolario», ha detto, salutando Antonio Martino, Renato Schifani, Angelino Alfano e Saverio Romano. Poi è tornato sul tema che aveva affrontato con interviste sui giornali locali: «Prima di morire ho un sogno: attraversare il Ponte sullo Stretto. C’erano voluti 32 consigli dei ministri, avevamo firmato l’appalto con imprese italiane: con la nostra vittoria si aprirà subito il cantiere», ha aggiunto. Al quotidiano “La Sicilia” di Catania, il Cavaliere aveva ricordato che «in altre parti del mondo, opere di questo tipo costituiscono il volano della crescita dei territori interessati. Il grande ponte stradale che collega la Danimarca e la Svezia è stato il punto di partenza di uno straordinario sviluppo delle regioni costiere delle due nazioni. Noi abbiamo lavorato per anni per questo obiettivo, abbiamo completato la fase di progettazione, le opere preliminari sono già cominciate – ha osservato il leader del Pdl – ma prima il governo Prodi, poi il governo Monti, hanno bloccato tutto». Nel comizio al Politeama, Berlusconi ha sparato ad alzo zero su tutti: «Il professorino Monti non conosce niente di economia». E Bersani? «Vuole imporre la tracciabilità per le spese a partire da 100 euro, ma questo è un primo passo: in realtà lui vuole arrivare a imporla anche per spese da 50 euro. Insomma, se esci per comprare il gelato per la comitiva, devi pagarlo con l’assegno. Ma così si arriva ad uno stato di polizia tributaria, non c’è più libertà».  Poi s’è difeso dagli insulti ricevuti ieri: «Contro di me dicono di tutto, prima fanfarone e ieri anche cialtrone», ma per Berlusconi non è un problema. Lo è, invece, la Merkel: «La Germania esercita una egemonia egoistica in Europa, i tedeschi se ne infischiano se gli altri cittadini europei si impoveriscono. Bisogna cambiare la politica europea. Serve la “formula eterna”: meno tasse su lavoro, famiglia e imprese per avere più consumi, produzione e posti di lavoro». Poi una battuta sugli astensionisti – “Telefonate ai vostri ex e fateli votare” – e una sulla sinistra: «Loro sono sempre incazzati, noi sappiamo prenderci in giro e ridere».