Addio lotta dalle Olimpiadi: fatto fuori un simbolo della cultura sportiva occidentale

Se sparisce la lotta dalle Olimpiadi cosa rimane dell’antico spirito di una competizione-simbolo della cultura occidentale? Poco. Il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) ha già proposto  l’esclusione di quella che fu la disciplina più quotata già nell’antica Greci, dove nacque la tradizione dei Giochi organizzati. L’ultima volta che vedremo due atleti affrontarsi corpo a corpo saranno le Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016. Poi, fuori dal programma olimpico. La decisione presa a Losanna dovrà essere ratificata dall’Assemblea Generale di Buenos Aires a settembre, un passo che dovrebbe essere una pura formalità.  Si recide, così, una radice profonda non solo della cultura sportiva, ma anche dell’immaginario artistico, letterario, popolare. Poesia, pitture vascolari greco-romane e, ancor prima, reperti archeologici babilonesi ed egizi mostrano lottatori utilizzare gran parte delle tecniche note nelle attuali competizioni sportive. Insomma, per noi occidentali cambia molto questa esclusione che rappresenta un  annacquamento sportivo e culturale insieme. Soprattutto rilevando che altri sport di più recente riconoscimento formale e organizzativo rimangono saldamente in sella nella competizione olimpica. Per carità, tutte le discipline sono “nobili” nel loro equilibrio psicofisico e nella cura tecnica, nella ricerca della coordinazione, ma alcune che hanno dato l’imprinting nei secoli alle Olimpiadi lo sono certamente di più. Prendiamo atto che altri sport più recenti, come il ping pong, divenuto popolarissimo dal 1880 sia nel mondo occidentale – Francia, Inghilterra e Stati Uniti- che orientale – Cina Giappone Corea -era nato come gioco di svago. Del resto, i criteri dell’esclusione sono tutti quantitativi e dettati da calcoli mercantilistici: il Cio ha utilizzato un totale di 39 criteri, tra cui audience televisiva, vendita di biglietti, numero di sportivi. Chiaro no? Prima la convenienza, tutto il resto è noia… Andando a ritroso nel tempo, il primo ad abolire la lotta fu l’Imperatore Teodosio I nell’intento esplicito di abolire i simboli della civiltà pagana di cui la lotta greco-romana era quello più “spettacolare”. Poi il Medioevo europeo ripristinò a furor di popolo quella competizione, molto amata per la bellezza etica ed estetica, con le sue componenti di pose plastiche, di lealtà e di autodisciplina.  Tecniche lottatorie sono descritte nei numerosi manuali di arti marziali europee fioriti nel Rinascimento. Del resto, dissipare le migliori tradizioni sta diventando… lo sport preferito.