Veneto, liste chiuse per il Pdl. Fuori Castro, Saia, Ascierto e Bellotti

Giochi fatti in Veneto dove il Pdl chiude la partita delle liste dopo settimane di tavoli molto animati e tortuose trattative. Molti i big e gli uscenti riconfermati, molte anche le new entry all’insegna del radicamento territoriale e della “spinta dal basso”. “Per la prima abbiamo premiato i coordinatori provinciali delle maggiori città  – spiega Alberto Giorgetti, coordinatore regionale, veronese doc, ex An  – abbiamo privilegiato l’esperienza amministrativa, l’impegno,  il lavoro sul campo. Una miscela di continuità della stagione positiva del passato governo e di grandi elementi di novità”. Per la Camera in Veneto 1 apre la lista Giancarlo Galan mentre Renato Brunetta è in pole position in Veneto 2 seguito da Valentino Valentini, stretto collaboratore del Cavaliere e dall’avvocato Maurizio Paniz.  Al secondo posto per la circoscrizione Veneto 1 c’è appunto Giorgetti mentre al terzo posto c’è Piero Longo, che trasloca dal Senato a Montecitorio. Dopo di lui Katia Polidori, forse premiata per aver fatto parte dei Responsabili che salvarono il governo Berlusconi dopo lo strappo di Fli.  Al Senato dopo Berlusconi troviamo Nicolò Ghedini, Maurizio Sacconi e Cinzia Bonfrisco.  Dalla sede del coordinamento regionale si sottolinea il forte ricambio con un incremento del 30 per cento di donne e la presenza di venti sindaci. Meglio i politici di lungo o le giovani leve? Meglio la società civile o gli esperti di palazzo?  Una categoria non esclude l’altra – spiegano dal quartier generale – il criterio seguito è quello della continuità e rinnovamento, il merito non sta nell’anagrafe”.  A scorrete le liste  si trovano ben piazzati molti under trenta anche se prevalgono “gli adulti”, esperti di palazzo. E gli epurati? Non mancano esclusi eccellenti. Da Maurizio Castro a Filippo Ascierto, coordinatore cittadino di Padova fino a pochi mesi fa, ex An, sempre “fedele” al partito di via dell’Umiltà. Da Luca Bellotti, eletto per la prima volta a Montecitorio nel 2008, all’ormai ex senatore Maurizio Saia, entrambi folgorati sulla via finiana, poi tornati nell’alveo del Pdl. “È stata dura, devo ammettere – confessa Giorgetti al termine delle lunghe trattative – è sempre doloroso fare scelte del genere, ma di fronte a 23 parlamentari uscenti è stata una strada obbligata”. Dopo il voto ci sarà tempo per riflettere, aggiustare il tiro e magari “ricollocare” gli esclusi  eccellenti. Obiettivo: tornare a sedurre i tanti elettori delusi e tentati dall’astensionismo, recuperare i vecchi fasti. La macchina elettorale è partita soprattutto sui temi della ripresa e dello sviluppo. A doppia firma Giorgetti-Brunetta il programma fiscale, che è in cima all’agenda elettorale del partito di Alfano.