Ustica, le vane promesse di Monti sui segreti di Stato

Nel giorno in cui un tribunale civile condanna lo Stato italiano al risarcimento per la strage di Ustica, dando credito alla tesi del missile (dall’origine imprecisata…) è passata quasi inosservata la decisione del governo italiano di confermare il segreto di Stato sulla vicenda del rapimento del terrorista Abu Omar. Che collegamenti ci sono tra le due storie? Pochi, ma fondamentali: il ruolo dei servizi segreti, l’ipotesi di coperture occulte di trame internazionali, la volontà dello Stato di non dire tutto quello di cui è a conoscenza, trincerandosi dietro una legge che risale agli anni di piombo e che consiste nel divieto “di pubblicare determinate informazioni, o di prendere visione di documenti, oggetti, luoghi o persone che portino a conoscenza di informazioni riservate”.

Ieri il governo Monti, sul caso Omar, ha confermato la linea dei precedenti governi, che aveva visto Prodi chiudere prima di tutti i cassetti dei Servizi e successivamente Berlusconi adeguarsi a quella decisione. Ma nessuno di loro si era mai azzardato a fare promesse difficili da mantenere. Come invece, è il caso di ricordarlo, ha fatto il ministro dell’Interno Cancellieri per un anno intero di governo Monti, riempiendosi la bocca di parole come trasparenza, verità, giustizia. Perfino il due agosto, il giorno della commemorazione della strage di Bologna, la Cancellieri s’era difesa dalla solita ordalìa di proteste della piazza annunciando una rivoluzione nella gestione dei vincoli di Stato sulle informazione riservate. Prima ancora, nel maggio del 2012, alle celebrazioni delle vittime di piazza della Loggia, a Brescia, la Cancellieri si era spinta anche oltre, auspicando che si arrivasse presto «a chiarire definitivamente la verità su Ustica, se certi archivi ancora tenuti segreti saranno aperti, perché il segreto di Stato ha una durata di 30 anni e ci sono delle verità che devono essere decantate nella storia, ma poi la verità esce sempre».

Da Monti, che dovrebbe assere ancora il premier di questo paese, non abbiamo sentito nessun richiamo a quei propositi di trasparenza che un suo ministro aveva così categoricamente affermato. E su Abu Omar il prof tecnico ha fatto quello che ha avevano gli “odiati politicanti” per anni. Lui e la Cancellieri ieri tacevano. Su Abu Omar e su Ustica. E proprio nel giorno in cui i parenti delle vittime dell’aereo mai atterrato, più che pensare ai soldi che incasseranno ribadivano la loro sete di verità.