Sulla Rai porte aperte a Ingroia a discapito del centrodestra

«È incredibile ed ingiustificato lo spazio televisivo che viene accordato ad Ingroia e Di Pietro su ogni rete, in primo luogo su quelle pubbliche. Soprattutto se paragonato ad altri partiti. È evidente che i luogotenenti nominati da Monti per controllare la Rai hanno una strategia precisa».  Va all’attacco Guido Crosetto di Fratelli d’Italia, dopo  “Sarebbe comprensibile se la Rai fosse privata. È evidente che per avere spazio e visibilità come Fratelli d’Italia avremmo dovuto preoccuparci di iscriverci a qualche organizzazione internazionale trasversale e possibilmente segreta. Ma credendo nella democrazia, mi limito a rivolgermi istituzionalmente alla commissione di vigilanza e personalmente alle molte persone libere che nella Rai ci sono», conclude Crosetto.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Alessio Butti: «Condivido le dichiarazioni di uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, e pertanto invito il presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, a farsi promotore presso i vertici Rai di una richiesta urgente per riequilibrare la presenza e la visibilità dei partiti sulle reti pubbliche». Per il capogruppo di Fratelli di Italia in Commissione di Vigilanza, «appare infatti del tutto ingiustificata la straripante presenza televisiva del partito di Ingroia, che tra l’altro non ha una rappresentanza parlamentare – prosegue Butti – Notiamo con disappunto come i vertici Rai nominati da Monti siano tutt’altro che super partes, e come Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale sia spesso ignorato. Chiediamo un immediato riequilibrio degli spazi nel rispetto della Legge e del regolamento sulla par condicio approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai».

A dare indirettamente ragione ai due esponenti di Fratelli d’Italia, persino l’Osservatorio del Partito democratico sul pluralismo dell’informazione in tv. Questi i tempi di parola dei tg di viale Mazzini, della settimana dal 14 al 20 gennaio: «Tg1: Bersani 18, Monti 12, Berlusconi 11, Grillo 6, Maroni 6, Casini 6, Ingoia 3, Vendola 3, Storace 3, Di Pietro 2, Fini 1; Tg2: Grillo 20, Berlusconi 19, Bersani 19, Monti 11, Vendola 10, Di Pietro 2, Ingroia 2; Tg3: Bersani 20, Casini 16, Vendola 15, Berlusconi 14, Grillo 10, Monti 6, Maroni 5, Ingroia 5, Di Pietro 2, Fini 2».