Storace: «Ricordate la mia rimonta su Badaloni? Alla Regione Lazio ce la faremo»

Cellulare bollente. «Chiamami tra un’ora». Tardo pomeriggio e il telefono  squilla a vuoto. Panico. Finalmente risponde. Sta per andare a Porta a Porta: «Scusa, sto lavorando al liste e programma, giornata di fuoco». La campagna elettorale inizia così. Cuore e grinta e Francesco Storace si mette in marcia per una campagna elettorale che lo vede candidato unico del centrodestra alla Regione Lazio.

Tutto in 40 giorni: si può fare?

Non c’è motivo per non farlo proprio ora. Nel 2000 mi separavano 18 punti percentuali da Badaloni e vinsi. Adesso i sondaggi danno tra me e Zingaretti solo 8 punti di differenza. E con l’entusiasmo che vedo crescere, penso proprio che la partita sarà molto, molto interessante.

Quanto la conforta presentarsi con un centrodestra unito?

Mi dà una grande responsabilità. C’è una direzione da indicare non solo per il centrodestra ma per il futuro del Lazio. E sono orgoglioso di poter essere io a contribuire a darla. L’unità è un valore aggiunto in questo momento, con un centrosinistra assolutamente spappolato…

Tabellina di marcia?

Eventi, incontri e incitamento continui sul programma. Punto uno: ritorno alla sobrietà. Vorrei che dal presidente all’ultimo burocrate, chi volesse un’auto blu se la pagasse da sé. Guai a dare l’idea di privilegi ingiustificati.

È possibile?

Certo, basta un’ordinanza. L’ho già fatto in passato. Poi basta parole: dire «no agli sprechi» direi che è banale. occorre lavorare per evitare che si ricreino le condizioni precedenti che tutti sappiamo.

Secondo punto?

Il lavoro. Quando arrivai, trovai la disoccupazione al 12 per cento. l’ho lasciata al 7%. Crescita e sviluppo del Lazio saranno all’ordine del giorno. Vorrei innescare un circolo virtuoso attraverso il ricorso a competenze, talenti, persone di qiualità che possano proporre progetti qualificanti.

Lei ha aperto ospedali in passato, tra cui un’eccellenza come il “Sant’Andrea”. Pensa di vantare un’apertura di credito con i cittadini del Lazio? Come li convincerà a rivotarla?

Facendo capire loro che bisogna puntare sui territori, creando e moltiplicando i presidi sanitari che il cittadino può trovare, prima ancora di arrivare all’Ospedale. In tal modo si eviterebbe di intasare i servizi essenziali nelle grandi strutture. Direi loro, inoltre, che gli ospedali non vanno chiusi quando non funzionano. Vanno fatti funzionare. Il che è possibile. Vorrei rovesciare l’immagine che una sinistra faziosa dà della sanità del Lazio, demonizzandola. Bisogna trovare risorse e invito, pertanto, a diffidare di chi dice di voler operare tagli, perché non è altro che un’arma offerta a chi vuole sottrarre risorse da questo settore cruciale.

Tutti in campagna elettorale faranno promesse. Lei cosa pensa di mettere in campo come valore aggiunto?

La coerenza dei comportamenti, in nome della quale sono stato fuori dal Parlamento 5 anni