Sarubbi fuori dal Parlamento si sente tanto Pirlo (e anche un po’ pirla)

Il titolo di una canzone di Ligabue (“Non è tempo per noi”), una foto di Pirlo. Così Andrea Sarubbi, deputato Pd, esponente di spicco dell’associazionismo cattolico, annuncia sul suo blog l’esclusione dalle liste elettorali.  «Ho avuto la conferma – da fonti pluri-incrociate e attendibilissime – che il Pd non mi inserirà nelle liste dei candidati al Parlamento per la prossima legislatura. Sarei stato una presenza abbastanza scomoda, certamente troppo montiano per la linea del partito e di un nuovo gruppo parlamentare più spostato a sinistra…». L’ex presentatore dei programmi cattolici di Raiuno, sceglie la strada dell’ironia: «Non credo abbia molto senso recriminare a oltranza, perché sono cose che nella vita succedono: è successo pure a quel fenomeno di Andrea Pirlo, che si è trovato senza contratto perché non rientrava più nei piani del Milan, figuriamoci a un mezzo scarparo come Andrea Sarubbi». Il deputato cattolico si era speso in prima persona per la legge sugli immigrati di nuova generazione. Una battaglia presto arenata in Parlamento. Sarubbi viene così scaricato, per lasciare il ruolo di testimonial dei cattolici nel Pd l’usato sicuro rappresentato da Rosy Bindi (cinque legislature, un paio da ministro). Il parlamentare uscente paga la resa di conti scattata dopo la vittoria di Bersani. «E siccome alle primarie ho sostenuto Renzi, da uomo libero e senza nulla a pretendere, scopro che il mio destino dipende da come si sveglia alla mattina il sindaco di Firenze: i “suoi” 17 li sceglie lui, la holding non ci mette bocca. Così, quando l’artefice unico e sommo del mio destino decide che non ricandiderà parlamentari uscenti, il Pd ne prende atto e Sarubbi è fuori. Me la devo prendere con Matteo, sul quale avrei così tanto da dire che poi dovrei andarmi a confessare seduta stante? Me la devo prendere con un partito che ragiona in base a criteri che farebbero fallire qualsiasi azienda?». Uno spot elettorale (in negativo) per un partito che pretenderebbe di governare il Paese.