Rifiuti, Alemanno in corteo sfila con i manifestanti

C’era anche Gianni Alemanno alla giornata di mobilitazione a Valle Galeria, indetta da comitati e associazioni contro la proroga della discarica di Malagrotta e la nuova di Monti Ortaccio. Tra i manifestanti tantissimi cittadini e anche bambini e anziani, alcuni indossavano magliette bianche con su scritto “Chiediamo giustizia” e “Mascherine bianche”. Su molti manifesti campeggiava la scritta: “Anche noi abbiamo diritto alla salute”, “Riduzione unica soluzione”. Il sindaco alla testa del corteo ha indossato una mascherina e la fascia tricolore. «Questa puzza la conosco bene – ha detto – quando ero consigliere regionale alla Pisana, dal ’90 al ’94, era persino peggiore, questo è un incubo che dura da oltre trent’ anni». Commentando gli sviluppi sulla questione rifiuti alla luce dell’arrivo di un supercommissario, Alemanno ha spiegato che «prima Sottile doveva occuparsi solo della discarica provvisoria e c’era la tendenza ad individuarla dentro il comune di Roma, nonostante da anni io scriva che non esistono siti idonei all’interno del comune e che bisogna trovarli in provincia. Ora per fare questo il commissario può sostituirsi alla Provincia di Roma, che finora non si è assunta la responsabilità di dare un’indicazione chiara, alla Regione e al Comune. Concentra – ha spiegato Alemanno – in un’unica persona, sotto il controllo del ministero dell’Ambiente, i poteri di tutti gli enti locali, quindi finisce il palleggio. Si può fare una strategia globale di smaltimento rifiuti. Noi, come Comune, ci impegniamo ad aumentare del 10% ogni anno la differenziata». Il sindaco poi ha puntualizzato che «i termovalorizzatori di Gaia e quello di Colleferro devono essere portati a pieno regime. Albano va costruito. Ci sono due modi per trattare i rifiuti – ha sottolineato – o i tmb, che richiedono una costruzione di un anno, un anno e mezzo, o i tritovagliatori, impianti mobili gommati che si possono installare in due o tre mesi». Quest’ultima ipotesi, secondo Alemanno, «é una soluzione che in tre mesi ci permette di non avere più rifiuti non trattati». E, infine, ha concluso che «la gara per i rifiuti all’estero è una soluzione di riserva».