Posillipo, vecchietti cacciati dall’ospizio. E De Magistris che fa?

«Da qui non ci muoviamo»:  sono una trentina e sfidano il freddo pungente per protestare contro la chiusura dello storico ospizio “Padre Ludovico da Casoria” a Napoli prevista per il 14 febbraio. Armati di sciarpe e cappelli,  gli anziani hanno occupato il marciapiede dell’antico sito nel quartiere Posillipo invocando l’intervento del Comune, della Regione e della Curia. Non un girotondo indignato per un giorno da protagonisti, ma una richiesta disperata di aiuto: ufficialmente la struttura storico-religiosa affidata alle suore francescane, dovrebbe chiudere i battenti solo per effettuare lavori previsti da tempo. Ma quanto dureranno? I vecchietti potranno rientrare o saranno costretti a mendicare un letto e un pasto caldo altrove?   I “manifestanti”, alcuni da oltre 20 anni nell’ospizio napolentano, temono che una volta fuori non metteranno più piede nella casa che rappresenta l’unica sicurezza di sopravvivenza. Sugli striscioni affissi sui cancelli l’Sos rivolto al cardinale Crescenzio Sepe. Ma finora nessuna delle autorità locali ha dato un cenno di risposta. La civiltà di una nazione non dovrebbe vedersi anche dal rispetto degli anziani, dei minori e della categorie meno protette? Dov’è finita la vibrante passione civica del sindaco Luigi De Magistris? Evidentemente il fondatore del movimento arancione, icona della svolta legalitaria e del rinascimento del capoluogo campano, è troppo impegnato nella campagna elettorale del suo amico Antonio Ingroia, anche lui ex pm, per occuparsi di un manipolo di vecchietti sfrattati da un ospizio.