Perché serve un ministero della Cultura, che in Italia manca dal 1944…

Una proposta che dovrebbe creare dibattito – se la campagna elettorale non ripetesse i clichè del passato – quella avanzata oggi sul Corriere dallo storico Ernesto Galli della Loggia e dal filosofo Roberto Esposito. I due intellettuali invocano l’istituzione di un ministero della Cultura e non certo per aggiungere un ulteriore tassello al quadro mortifero degli enti inutili. La ragione, come spiegano nel loro intervento, ha a che fare con la questione dell’identità nazionale (sulla quale lo stesso Galli della Loggia ha scritto pagine fondamentali anche in relazione alle ferite lasciate aperte dalla seconda guerra mondiale) e con quella dell’Europa. Il primo punto è fondamentale: non sappiamo – scrivono – da dove veniamo e che cosa siamo, non abbiamo un’idea di fondo che possa creare legami tra le differenze e che possa fare da indicatore di rotta. Poi c’è l’Unione europea che ci toglie sempre di più pezzetti di sovranità. Anche su questo terreno la risposta dev’essere culturale o , come si diceva un tempo nell’ambiente della destra, metapolitica. «L’Europa – scrivono Esposito e Galli della Loggia – non può voler dire il supino convergere di Stati, popoli e nazioni in una sterile indeterminatezza. Al contrario il processo d’integrazione ha un senso e un futuro solo se sarà capace di valorizzare le differenze culturali dei vari Paesi, se non apparirà un loro nemico”. Come dire: per essere più europei dobbiamo prima essere un po’ più italiani… Con riferimento, ovvio, a ciò che di nobile, dignitoso e esemplare sta alle nostre spalle e non certo ai vizi caratteriali che certa sociologia affibbia all’italianità caricaturale e stracciona.

Infine, i due mettono le mani avanti sulle possibili critiche: lo so, dicono, ministero della Cultura fa pensare al Minculpop, ma questa obiezione andava bene forse 30 o 50 anni fa. Non oggi, quando abbiamo bisogno di essere consapevoli che se lasciamo morire un monumento, un sito archeologico, una biblioteca uccidiamo un po’ anche noi stessi e la nostra storia. Se un ministero può servire ad evitarlo, ben venga. E i pregiudizi ideologici per cui un ministero di tal fatta evocherebbe una pedagogia totalitaria? Forse è venuto il tempo di archiviarli. Non a caso il primo a plaudire alla proposta di Esposito e Galli della Loggia è stato il leader di Sel Nichi Vendola.