La Merkel verso il primo test dell’anno in Sassonia

Angela Merkel vuole entrare nella storia, come Helmut Kohl e Konrad Adenauer.  E lo vuole fare centrando uno storico terzo mandato nelle elezioni politiche del settembre prossimo, per le quali si è già aperta di fatto la campagna elettorale. Anche perché il 20 gennaio si voterà in Bassa Sassonia, primo test dell’anno per la Cdu della Merkel. I precedenti non sono incoraggianti, perché nella primavera scorsa la Cdu nel Nordreno Westfalia ha conosciuto la più bruciante dèbacle di tutta la sua storia, ma in questo mesi le cose sono cambiate, a causa della crisi internazionale. La popolarità di Angela Merkel è più alta in Germania che all’estero. Il suo slogan è “crescita ma senza allentare il rigore”, e ai tedeschi la formula sembra piacere. Il lander in questione è tradizionalmente socialdemocratico, non per niente per anni è stato guidato dall’ex cancelliere Spd Gerhard Schoroeder, ma la Merkel ce la sta mettendo tutta. Nelle prossime ore parlerà nell’Arena Volkswagen nella città di Braunschweig, la seconda città della regione dopo la capitale Hannover, davanti a un pubblico di operai. Probabilmente scioglierà anche la riserva sul partner col quale governare, se con i liberali, che però sono in caduta libera, o addirittura con una riedizione della Grosse Koalition con gli amati-odiati socialdemocratici. Ad Angela non importa se gli osservatori, anche nel suo stesso partito, la criticano perché non è capace di trasmettere emozioni o visioni di un progetto politico, a lei importa cautelare la Germania e poi l’Europa dagli effetti della perdurante crisi. Qualcuno nei mesi scorsi ha scritto che la crisi internazionale finirà dopo le elezioni tedesche. Intanto la Merkel tifa per Hollande e attende i risultati delle elezioni italiane con ansia. Per il suo rivale socialista Peer Steinbueck, economista ed ex ministro della Finanze dal 2005 al 2009 proprio nel governo Merkel, la Bassa Sassonia rappresenta la possibilità di ipotecare seriamente le politiche del 22 settembre. Anche perché i sondaggi danno in vantaggio la coalizione Spd- Verdi, che insieme otterrebbero oltre il 45 per cento dei consensi. È vero che la Cdu rimane, secondo le previsioni, ancora il primo partito con il 38 per cento, ma è anche vero che gli alleati liberali difficilmente supereranno lo sbarramento al 5 per cento, accreditati come sono di poco più del 2…