Pdl-Lega, La Russa propone lo schema del 2006

Ignazio La Russa nel ruolo di mediatore per chiudere l’accordo tra Pdl e Lega dopo la quasi rottura sul Cavaliere premier.  Dopo l’annuncio i fatti. L’ex ministro della Difesa ha sentito al telefono oggi, intorno alle 13, il segretario della Lega Nord Roberto Maroni e l’ex ministro Roberto Calderoli, per proporre una soluzione che permetta al centrodestra di andare unito alle elezioni. La Russa ai giornalisti ha spiegato che tutti sono d’accordo sul fatto che Berlusconi sia il capo della coalizione e che ai leghisti ha proposto che chi sarà il candidato premier lo determinino le stesse elezioni, in base ai voti presi dai vari partiti. “Sarà una vera e propria primaria – ha spiegato – con 40 milioni di italiani”. A questo punto, ha spiegato La Russa che è tra i fondatori di “Fratelli d’Italia”, “la Lega sta riflettendo. A me – ha detto – importa che ci riflettano”.  Maroni, ha aggiunto La Russa, “non mi ha detto che supera le difficoltà della Lega ma nemmeno di escludere che questa sia la soluzione. E’ l’uovo di Colombo, se volete è l’uovo di Ignazio”. Secondo La Russa, si tratta di una proposta di “buon senso”, che “metterebbe la Lega in condizioni di dire di non aver modificato la propria richiesta, il Pdl nella condizione di mantenere, se ritiene, Berlusconi candidato del Pdl, noi potremmo candidare Giorgia Meloni. Sarebbero gli elettori di tutta Italia – ha concluso – a decidere, oltre che la coalizione che vince, anche il candidato premier. Più democrazia di così si muore”.  L’ex ministro  ha detto infine di ignorare se siano stati fissati incontri imminenti Maroni-Berlusconi ma “ci saranno”. E proprio sulla leadership è scesa in campo la Meloni: “Nel centrodestra non si sta discutendo il ruolo di leader della coalizione di Silvio Berlusconi: quello che Fratelli d’Italia, le altre forze politiche e buona parte del popolo italiano chiedono al partito che presumibilmente esprimerà il presidente del Consiglio, è l’indicazione di un diverso candidato premier, nel segno del rinnovamento. Il Pdl ne prenda atto e torni su una proposta capace di rappresentare un salto generazionale e una scommessa sul futuro dell’Italia e del centrodestra. Diversamente, si corre il rischio di andare a sbattere contro il muro di uno sterile isolamento”.  Sulla possibilità di ricompore lo strappo con la Lega si è mostrato ottimista Angelino Alfano spiegando che la Lega non obietta che Berlusconi rimanga a capo della coalizione di centrodestra, “e questo infatti è il dato positivo, concretamente positivo, che ci fa sperare e confidare in un buon esito della vicenda, del rapporto tra noi e la Lega, che andrà a concludersi in pochissimi giorni. Entro la prima decade di gennaio dobbiamo presentare il programma elettorale e gli apparentamenti e quindi necessariamente nei prossimi giorni si dovrà definire l’accordo o il dissenso e noi crediamo che definiremo l’accordo. Del resto anche la Lega ha indicato nel consiglio federale del giorno 8 gennaio la data limite”. E anche lo stesso Berlusconi si è mostrato fiducioso: “L’alleanza è in fase di assestamento dei particolari, sono convinto che saremo alleati come lo siamo stati tanti anni”. Ma oltre al dibattito sulla leadership i Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale sono  impegnati a trecentossenta gradi. Oggi c’è stata a Milano in piazza San Babila una  raccolta firme  per chiedere le dimissioni del premier uscente da senatore a vita. La Russa ha detto che Monti ha ottenuto la carica “in regalo” perché doveva essere presidente del Consiglio solo per un breve periodo.  E dunque se ha cambiato idea, “faccia un atto di coraggio e di giustizia e si dimetta da senatore a vita e concorra con le sue forze”. Dunque Mario Monti vuole presentarsi alle elezioni si faccia votare, invece “se vuole una poltrona per tutta la vita, se ne stia in poltrona a guardare la tv ma non metta il suo nome su una lista”. E proprio sui danni creati dal governo dei tecnici La Russa ha puntualizzato: “Oggi la Germania festeggia il record positivo della disoccupazione, al minimo storico secondo la comunicazione del Destatis, l’Istat tedesca. L’Italia invece è al massimo storico: Monti l’ha trovata al 9,3 % e l’ha portata al 10,8%, per i giovani al 36,5%. Ecco perché la Merkel sostiene Monti…”. Quanto alle elezioni in Lombardia, La Russa ha commentato l’endorsement dato oggi dal premier uscente all’ex sindaco Gabriele Albertini, come candidato alla presidenza della Regione: “E’ un modo per ammazzare definitivamente Albertini che diventerà il candidato di Monti”. Secondo La Russa, questo darà la “certezza che Albertini non sarà governatore della Lombardià”. Nemmeno l’appoggio all’ex sindaco dell’Udc lo preoccupa troppo: “Ah, beh – ha osservato con i giornalisti ironicamente – allora è forte”. E  sulla stessa linea anche Maroni che si è detto certo che le elezioni serviranno per “mandare a casa” sia Monti, sia Albertini. “Monti in Lombardia sostiene Albertini? Bene – ha scritto  su Twitter – , li manderemo a casa entrambi lo stesso giorno. Basta Monti, basta tasse”. Insieme al tweet il segretario della Lega ha postato il link a un disegno di Monti agghindato come Uncle Sam che indica avanti e la scritta invece di “I want you” è “I want your money”, cioé “voglio i tuoi soldi”.  Non sol,o Lega e non solo Monti, i Fratelli d’Italia sono in fermento e nelle ultime ore sono cresciute le adesioni. L’ultima in ordine di tempo è quella in Campania di Emmanuele Medici, componente del direttivo provinciale del Pdl, annuncia la sua adesione. “Assolutamente concorde con la scelta di aprire una nuova fase politica, in totale sintonia con il leader politico individuato per il territorio campano, Edmondo Cirielli, sento di aderire con convinzione al nuovo soggetto politico che vedo radicato sul territorio, attraverso riferimenti chiari e riconoscibili, aperto alla partecipazione della base per l’espressione di una sinergia basata sui valori della legalità, della democrazia e della meritocrazia e che valorizzi noi giovani impegnati sul territorio. Un soggetto che ribadisca una proposta politica conservatrice nei valori ed al tempo stesso innovatrice nei comportamenti, che sia alternativa alla sinistra e ad ogni forma di tecnocrazia e di familismo. È l’ora del ritorno al primato della politica, intesa quale senso di appartenenza, passione, militanza e formazione, che sia incernierata sulla nostra storia, sui nostri valori fondamentali e che, partendo dai principi della Costituzione Repubblicana, promuova l’unità nazionale e, per quel che strettamente mi riguarda, lo sviluppo del mezzogiorno”.