Pdl-Lega, c’è l’intesa. Berlusconi regista e ministro, Alfano premier. E la rimonta prosegue

L’intesa è stata raggiunta nella nottata ad Arcore, al riparo da occhi e orecchie indiscrete.  All’una e trenta Berlusconi e Maroni hanno firmato l’accordo a cui tanto si è lavorato in settimana, tra veti e minacce reciproche che però nascondevano la volontà di ritrovare l’antica alleanza. Ad annunciare il nuovo patto tra Pdl e Lega è  stato il Cavaliere stesso, all’ora del caffè, via radio: «Ho firmato io e per la Lega Nord Roberto Maroni, che sarà candidato in Lombardia. Io sarò il leader dei moderati. Il premier sarà da decidere, ove vincessimo». Se questa ipotesi ottimistica dovesse andare in porto, specifica, «preferirei fare il ministro dell’Economia essendo stato in trincea molti anni».  Il Cavaliere ha fatto naturalmente  il nome di Angelino Alfano: «Io ho già indicato il mio successore e penso sarà ancora lui». Berlusconi ha anche dichiarato di non voler dialogare con Mario Monti: «Io dialogo con tutti, ho una predisposizione al dialogo. Ma la delusione del personaggio è stata talmente grande che non credo ci possa essere possibilità di dialogo», ha ribadito dai microfoni di  Rtl 102.5. Parole pungenti: «Ho visto le sue dichiarazioni di ridurre Imu e imposizione fiscale: questa è la realtà vera del personaggio. Ci siamo fatti tutti ingannare». Il Cav si è spinto anche oltre e parlando di diritti civili ha «aperto» alle coppie di fatto e la lanciato messaggi bellicosi in vista della sua discesa nella tana del lupo, quella di Michele Santoro. Giovedì sarà ospite di “Servizio Pubblico”, la trasmissione della Sette nella quale si troverà al cospetto del suo avversario storico, Santoro, ma anche del giornalista, Marco Travaglio, che sul Cavaliere ha costruito le sue fortune letterarie: «Non ho paura di alcuna domanda, sono un guerriero».  Altero Matteoli accoglie con soddisfazione la notizia della rinnovata leadership del centrodestra affidata a Berlusconi: «Non ho mai pensato che il candidato potesse essere qualcuno diverso da Berlusconi, ecco perché fin da settembre mi sono azzardato a sostenere questa tesi». E lo stesso Cavaliere conferma, al Tg4, la rimonta in atto del Pdl: «Dopo più di due settimane siamo riusciti a recuperare 10 punti andando a parlare direttamente a quel 40% di elettori italiani che ci avevano votato nel 2008. E’ abbastanza agevole riportare a casa quegli elettori che dal 2008 ad oggi sono stati delusi». A proposito del toto-nomi, Maroni in serata ha rilanciato quello di Giulio Tremonti come candidato premier. Un nome fatto in risposta al sostegno del Cavaliere ad Alfano.