«Ok a Monti con Bersani»: Goldman Sachs fa il tifo per il suo (ex) dipendente

«Un governo di centrosinistra con Monti primo ministro o ministro delle Finanze sarebbe ben accolto dai mercati, dato che proseguirebbe sulle riforme». A scriverlo è Goldman Sachs in un report sulle elezioni italiane in cui si nota che anche «un governo di sinistra guidato da Bersani manterrebbe le riforme», con qualche  ostacolo sul fronte del mercato del lavoro e una possibile riforma fiscale per la crescita. Goldman nota che «è possibile un Parlamento bloccato» attraverso il controllo del Senato dalla coalizione guidata da Berlusconi, uno scenario «che i mercati difficilmente vedrebbero come positivo».

Maurizio Gasparri non è sorpreso dal fatto «che Goldman Sachs scriva in un suo documento di auspicare la vittoria dell’asse Monti-Bersani. Se avevamo qualche dubbio sul governo dei banchieri – dice il presidente del gruppo Pdl al Senato – questo clamoroso documento li dipana tutti. Goldman si spinge oltre: vuole Monti ministro dell’Economia. Forse non tutti ricordano che Monti è stato un collaboratore di Goldman. Il sospetto che il legame di dipendenza sia ancora forte è legittimo». Per Gasparri «le ingerenze di Goldman sono un fatto gravissimo, evale la pena ricordare che Monti la scelse come advisor per la vendita di Fintecna. A questo punto è in gioco la fedeltà alle istituzioni. Monti ha fatto il presidente del Consiglio o l’amico di Goldman Sachs?».

La banca d’affari americana (dove lavora anche Giovanni Monti, figlio di Mario) sta traendo grande giovamento dalla crisi globale. Nell’anno che è appena finito Goldman Sachs ha avuto profitti per 7,5 miliardi di dollari. Un successo che arricchisce il suo amministratore delegato, Lloyd Blankfein il quale, come ha ricordato il Sole 24 ore «aveva dovuto cedere il titolo negli anni scorsi per le polemiche sulle responsabilità di Goldman Sachs e dell’alta finanza per la crisi». Per lui è arrivato un bonus in azioni per l’anno 2012 da 13,3 milioni di dollari. Si tratta del 90 per cento in più rispetto a quanto aveva percepito nel 2011.